Ettore Andenna/ “Giochi senza frontiere? Se torna oggi sarà un flop!”

- Valentina Gambino

Ricordate Ettore Andenna? Lui era il volto storico di “Giochi senza frontiere” dice la sua sul ritorno in pista dello programma.

Ettore Andenna
Ettore Andenna

Ricordate Ettore Andenna? Lui era il volto storico di “Giochi senza frontiere”. Il programma sta per tornare sull’ammiraglia di Casa Mediaset, condotto da Ilary Blasi e Alvin che si chiamerà “EuroGames”. “Ho letto, e già da tutt’Italia mi hanno telefonato i gruppi di fan, abbastanza sconcertati, per chiedermi informazioni”, confida lui raggiunto dal quotidiano Il Giorno. Poi aggiunge: “Cosa ne penso? Non sono un nostalgico, guardo al futuro. Ma credo che questo sia un flop annunciato. Come si fa a fare Giochi senza frontiere in una sola località, e per dipiù in studio? La caratteristica di GSF era di essere itinerante e di svolgersi all’aperto, con il sereno o con la pioggia. Al massimo potrà essere Bellezze al bagno”. Ettore Andenna, 73 anni, è la memoria storica della famosa trasmissione che ha condotto in Rai nel 1978 e dal 1991 al 1996. L’ex conduttore si è portato a casa anche un primato: “Sono il presentatore che ha condotto più puntate: 103”.

Ettore Andenna racconta come è nato Giochi Senza Frontiere

Oggi l’Europa è criticata sotto molti punti di vista. Ai tempi di “Giochi senza frontiere”, la trasmissione serviva anche per fare conoscere luoghi sconosciuti. Attualmente, un programma del genere potrebbe servire per rinsaldare uno spirito europeo che va sgretolandosi? “Negli anni ’60, quando ci fu la prima edizione, l’Europa usciva da due guerre in cui la Germania era stata sconfitta. Poi la Germania ha tentato di ricostituire una nuova supremazia in campo economico, con lo stesso spirito guerresco. Per questo l’Europa oggi non va bene”, confida Ettore Andenna. Poi l’ex conduttore svela un dettaglio: “Come sono nati i giochi? Me lo raccontò Guy Lux, il più grande presentatore francese, gran-de amico di De Gaulle. Era venuto a Milano e visitando la Rai prelevò 102 copioni di Campanile Sera, la famosa trasmissione presentata tra gli altri da Mike Bongiorno, Enzo Tortora, Enza Sampò. Li portò a De Gaulle dicendo che avrebbe potuto essere una vera trasmissione europea. E De Gaulle gli disse: “Vai amico mio, falla”. E si iniziò così, con Francia e Germania, nel 1965”.



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