EUROPEE 2019/ “Non eletta, continuerò a impegnarmi per un bene che mi appartiene”

- Claudia Toso

Claudia Toso era candidata alle europee con FI nella circoscrizione Nord-Ovest, ma nonostante le 15300 preferenze non è stata eletta. Le ragioni del suo impegno

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Claudia Toso insieme alla sua famiglia

Oltre 15.300 preferenze raccolte prevalentemente in Lombardia e prevalentemente nei comuni della provincia di Milano, Monza e Brianza, Lecco, Bergamo, Como e Varese. In Brianza il dato è stato straordinario: prima donna in Forza Italia con quasi 3mila preferenze.

Conoscenti? Con cinque figli i gruppi whatsapp della scuola, del calcio, del catechismo, del nuoto, della recita di fine anno, della pizzata di terza media… iniziano ad essere un primo interessante serbatoio di contatti.

Relazioni di lavoro? Colleghi di Ats a Lecco e Monza, colleghi della direzione generale Welfare di Regione Lombardia, colleghi stimatissimi con cui lavoro, per via dell’incarico regionale, operativi nelle Ats, nelle Asst e nelle università lombarde, professionisti e rappresentanti di enti ed associazioni di categoria che girano intorno al mondo delle imprese.

Mondo politico? Iniziale trama di rapporti generatasi a seguito della mia candidatura per le regionali 2018, da me curata con attenzione allo scopo di mettere a frutto i voti ricevuti il 4 marzo e, sopratutto, avendo a cuore la custodia di un consenso che mi è stato accordato da amici e parenti.

Amici? Grazie a Dio tantissimi: il dono più grande che si possa mai ricevere. Amici sinceri, veri, leali che hanno a cuore il proprio bene e il bene altrui, amici da guardare, amici che mi hanno indicato il passo anche nel corso della campagna elettorale; l’amico è colui che “vuole il tuo bene” e non che “ti vuole bene”.

In queste settimane di lavoro ho preso tutto ciò che mi è arrivato come circostanza positiva di incontro e possibile occasione per la crescita di un consenso elettorale. Ho preso tutto, ritenendo ogni singola chiamata telefonica, messaggio ricevuto, richiesta di partecipazione ad un confronto o un dibattito in luogo pubblico o in casa un dono preciso della Provvidenza.

Mio marito ha curato la pagina Facebook, mio papà e mio cugino mi hanno fatto da autisti, Massimiliano Salini mi ha messo a disposizione il suo formidabile staff e ha concretamente consentito l’avvio e lo sviluppo della mia campagna elettorale, senza mai sottrarsi, peraltro, alle mie richieste di approfondimento di natura tecnica.

Io ho curato la creazione dei messaggi, e la loro diffusione, a partire dalle sollecitazioni, dalle provocazioni ricevute via via dalla realtà, dall’esperienza in corso.

Il sostegno ricevuto eccede abbondantemente le mie capacità e l’impegno profuso. Il consenso elettorale ricevuto è l’espressione della generosità di donne e uomini che sono stati al mio fianco in queste settimane, rendendosi moltiplicatori di occasioni di incontro per me.

Cosa hanno visto in me? Perché mi hanno dato il proprio voto? Perché si sono prodigati affinché altri potessero conoscermi e votarmi? Per una speranza.

Sì, per una speranza, la speranza che sorge dal riconoscere un’esperienza positiva già in atto, già presente: l’esperienza che ha reso possibile, per ognuno dei miei elettori, l’aver “messo su famiglia”, l’aver generato figli, l’aver studiato, l’aver preso sul serio il proprio lavoro, l’aver dedicato tempo ed energie per la costruzione di opere educative e di solidarietà. La stessa speranza che loro hanno visto in me io l’ho riconosciuta in loro, sempre. Anzi: l’umanità, anche nei suoi aspetti più bisognosi, e la bellezza, colte nelle occasioni di incontro, sono state per me sprone ad andare avanti con umiltà e determinazione.

Il buon risultato personale, tuttavia, non è stato adeguato alla circostanza. Non sono stata eletta. Non potrò rappresentare una quota così importante di elettorato in Europa, non potrò portare nelle istituzioni dell’Unione Europea l’esperienza umana intercettata, il metodo della sussidiarietà e il metodo di lavoro acquisito in anni di impegno professionale in sanità in Regione Lombardia, insomma non farò parte del Parlamento europeo, ma continuerò ad essere presente sul territorio ed operare per un bene comune che mi appartiene.

E qui, su questo punto, si apre la mia riflessione politica sull’esito elettorale: Forza Italia era al 14% solo un anno fa e il Partito democratico era al 18%. Dalle europee Forza Italia esce con l’8% dei consensi e il Partito democratico con il 22%.

Abbiamo bisogno di rigenerare un’area popolare e liberale dal basso, valorizzando la proposta che nasca da un’assemblea costituente aperta a soggetti nuovi, aperta alle comunità, ai corpi intermedi, alle reti di imprese, aperta!

In assenza di questa prospettiva l’impegno di molti e l’esperienza di qualsivoglia campagna elettorale sono destinati a non essere incisivi sulla realtà.

Si può e si deve fare, ed in fretta, oltre gli autoreferenzialismi, oltre i propri interessi, con volti nuovi, passione ed entusiasmo ed io posso già da ora dire: ci sono!

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