Ex fidanzati accusati di stalking reciproco: assolti entrambi/ Non si può essere vittima e carnefice

- Davide Giancristofaro Alberti

Ex fidanzati accusati di stalking reciproco: assolti entrambi. Secondo il giudice è impossibile essere vittima e carnefice allo stesso tempo. I dettagli

accuse Pixabay

Due imputati accusati di stalking reciproco, quindi uno verso l’altro e viceversa, sono strati assolti. Come si legge sul sito dell’agenzia di stampa italiana, Ansa, così come su altri media online, entrambi erano a processo con l’accusa di reciproci atti persecutori ma alla fine il giudice ha optato per l’assoluzione. Alla sbarra erano finiti due ragazzi di Enna, in Sicilia, e come segnala l’Ansa: “La decisione del Tribunale di Enna è destinata a far discutere: secondo il giudice il delitto di stalking non è configurabile quando è praticato da entrambe le parti”.

Il tribunale monocratico di Enna, giudice Elisa D’Aveni, ha assolto i due ragazzi, lui un meccanico non ancora trentenne, e lei una infermiera di 32 anni, che erano stati accusati di atti persecutori. Cosa avevano combinato? Secondo quanto emerso nel corso del processo, avevano posto in essere dei pedinamenti, ma anche minacce, violenze fisiche, molestie e danneggiamenti. I due si erano quindi denunciati, ed erano finiti in tribunale difesi dagli avvocati Salvatore Timpanaro e Doriana Saraniti, accusandosi reciprocamente di essere vittime di atti persecutori e di vivere entrambi in uno stato di ansia e di paura, per via della condotta dell’altro.

EX FIDANZATI ACCUSATI DI STALKING RECIPROCO: ASSOLTI ENTRAMBI: “GIURIDICAMENTE INCOMPATIBILE…”

Entrambi risultavano quindi essere delle vittime ma nel contempo dei carnefici, cosa decisamente rara visto che nei casi di stalking di solito uno è colui che subisce e l’altro è appunto il molestatore. Gli avvocati hanno giocato la loro tesi difensiva su questo duplice ruolo, sostenendo come sia “giuridicamente e logicamente incompatibile con la norma uno stalking reciproco”, scrive l’Ansa, “in cui ciascuno dei due protagonisti, sia, a un tempo, incubo e succube”.

Alla fine entrambi i legali difensori hanno fatto bene il loro lavoro, visto che il meccanico e l’infermiera sono stati assolti in quanto il fatto non sussiste. Una notizia che ha fatto il giro del web per la sua unicità, una sentenza che potrebbe fare storia.







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