Fabiola Bellù, morta la prima allenatrice di Paola Egonu/ Un malore nel sonno

- Elisa Porcelluzzi

Fabiola Bellù, prima allenatrice di Paola Egonu, è morta a 61 anni. Un malore nel sonno, l’ha trovata il marito. Aveva 61 anni. Nel 2010 aveva allenato al futura campionessa.

Fabiola Bellu Instagram 640x300 Fabiola Bellù, prima allenatrice di Paola Egonu (Instagram)

Morta Fabiola Bellù, prima allenatrice di Paola Egonu

Fabiola Bellù, prima allenatrice di Paola Egonu, è morta improvvisamente a 61 anni. Ieri mattina il marito Adriano Turcato l’ha trovata priva di vita seduta sul divano di casa: “Alle 9.30 del mattino papà si è svegliato. Ha trovato tutte le finestre chiuse, cosa molto strana perché mamma si alzava verso le 8 o al massimo 8.30. È salito al piano superiore e l’ha trovata riversa sul divano. Il corpo era già raffreddato. Il decesso è avvenuto tra le 4 e le 5 del mattino. Si pensa ad un arresto cardiaco”, ha raccontato il figlio Andrea a Il Gazzettino. E ha aggiunto: “Mamma non aveva assolutamente nessun problema di salute, tanto meno al cuore. Era molto controllata, attenta, non si trascurava, stava bene. Per noi questo è inspiegabile”. Era stata operata a un ginocchio per l’applicazione di una protesi, a cui era seguito un anno di stop. Aveva ripreso a settembre con il Volley Rosà, allenando in seconda divisione.

Fabiola Bellù e Paola Egonu: un rapporto speciale

Fabiola Bellù ha dedicato tutta la sua vita alla pallavolo, disciplina praticata fin da giovanissima con il Fratte di Santa Giustina in Colle, fino a diventare allenatrice. Il marito Adriana Turcato è il presidente della storica Polisportiva Mottinello nella quale Fabiola ha ricominciato nel 1995 ad allenare per due anni. Poi per oltre 10 anni, al Team Volley Galliera Veneta dove ha conosciuto Paola Egonu, poi Rossano Veneto, Godego e infine Rosà. Intervista da Il Gazzettino, il figlio Andrea ha ricordato il rapporto speciale tra la madre e la Egonu, campionessa di pallavolo e star della Nazionale azzurra: “Quando parlavi di lei le si illuminavano gli occhi. Stava attendendo con trepidazione Sanremo per vederla in veste di presentatrice. Ho un ricordo del loro rapporto mai raccontato e del quale sono orgoglioso. Nel 2018, Palaverde a Treviso, finale di Supercoppa italiana. Io e mamma eravamo sugli spalti. Nel riscaldamento in tanti a chiamare Paola. Lei rimaneva concentratissima. L’ha chiamata mamma, si è voltata immediatamente ed è corsa subito a salutarla”.

 

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