FARMACI ANTI-COVID/ “Bene la pillola della Merck, ma non sostituisce il vaccino”

- int. Massimo Ciccozzi

Con la nuova pillola anti-Covid, attualmente sotto esame Ema, sarà possibile curarsi direttamente a casa, senza ricovero in ospedale

Molnupiravir
Molnupiravir

Arriva la pillola anti-Covid. Ma attenzione: come ci dice Massimo Ciccozziordinario di Statistica medica ed epidemiologia all’Università Campus Biomedico di Roma, a scanso di equivoci che stanno emergendo, “non è un vaccino contro il Covid sotto forma di pasticche che si possono prendere a casa. E’ un farmaco che cura dopo che la persona si è infettata, mentre il vaccino impedisce che si venga infettati”. La pillola molnupiravir, in sostanza, ci dice ancora Ciccozzi, “è un classico antivirale che come ogni antivirale impedisce all’infezione di espandersi.

La sua comodità è che, a differenza di altri antivirali, non è necessario recarsi in ospedale per assumerlo via flebo, ma comodamente a casa, liberando così posti e tempo all’ospedale”. Il farmaco infatti avrebbe già ridotto del 50% le possibilità che i pazienti con nuova diagnosi di Covid-19 vengano ricoverati. Prodotta dalle aziende americane Merck & Co – conosciuta come Msd al di fuori degli Stati Uniti e del Canada – e Ridgeback Biotherapeutics, è adesso all’esame di Ema, che ha avviato la procedura di revisione continua.

Ci spiega esattamente cosa è la pillola anti-Covid molnupiravir?

Si tratta di un vero e proprio antivirale. Impedisce la replicazione del virus, come fanno tutti gli antivirali. La differenza è che si può prendere a casa in pastiglie. Di farmaci antivirali ne esistono diversi tipi a seconda dell’infezione, ad esempio quelli influenzali o quelli contro l’Hiv.

Come agiscono?

Agiscono inibendo una delle varie fasi del ciclo replicativo del virus, ad esempio l’assorbimento e penetrazione del virus nella cellula ospite; la trascrizione e traduzione del genoma virale; la maturazione dei virioni, le particelle virali complete. Riduce cioè la gravità della malattia.

Cosa ha di diverso rispetto ai classici antivirali?

Niente, l’unica cosa di diverso è che si può prendere a casa. Questa è la grossa novità, è molto più agevole da assumere.

Il vaccino resta la difesa fondamentale, è così?

Certo, è importante capire che il molnupiravir non sostituisce il vaccino. Questo è un farmaco che cura dopo che la persona si è infettata, il vaccino impedisce che si venga infettati. E’ preventivo.

Chi non è mai stato vaccinato può prenderla per curarsi? O è inutile senza essersi prima vaccinati?

Uno che non è mai stato vaccinato e si prende il coronavirus, deve sperare di avere la possibilità di poter prendere questa pillola. Se l’infezione non è grave, va bene perché evita di peggiorare la situazione, ma se l’infezione è già arrivata a un livello di gravità forte, è un problema, bisogna essere ricoverati.

Lo scopo allora?

Come dicevamo, si tratta di un antivirale quindi il suo scopo è curativo. La differenza è che invece di assumerlo in ospedale tramite flebo e quindi con la presenza di un medico, come un monoclonale, questo si può prendere tranquillamente a casa.

Ci sono stati buoni risultati?

Sì, i test hanno avuto un buon successo. Lo stesso Fauci ha detto che si tratta di un farmaco eccezionale, e Fauci non è certo l’ultimo arrivato.

Davanti a questi progressi farmacologici in così breve tempo viene da chiedersi se non ci fosse stata una pandemia se ci si sarebbe arrivati. Si è perso del tempo prezioso?

No, si era concentrati su altri studi e altri tipi di malattie, quelle che c’erano. Questa è arrivata senza che ne sapessimo assolutamente nulla. Certo, si sono fatti grandi progressi e soprattutto in Italia c’è stata una risposta straordinaria al virus rispetto a paesi come il Regno Unito.

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