Felice Corona, fratello Mauro Corona morto misteriosamente/ “Lo trovarono in una piscina con cocci di vetro”

- Chiara Ferrara

Felice Corona, chi era il fratello di Mauro Corona morto misteriosamente a soli 18 anni in Germania: il cadavere fu trovato a bordo di una piscina

mauro corona cartabianca 2021 600x300 Mauro Corona a Cartabianca

Felice Corona, fratello di Mauro Corona, è morto misteriosamente nel 1968, quando aveva soli 17 anni, in Germania. Era partito da Erto, loro paesino d’origine, per costruirsi un futuro diverso da quello dei suoi familiari. “Voleva cercare qualcosa di meglio, magari per comperarsi un vestito che desiderava, a me parlò di portarmi un orologio”, ha ricordato l’opinionista di È sempre Carta Bianca durante un’intervista a Verissimo con Silvia Toffanin. “Non è andata però così. Lo trovarono al bordo di una piscina, vicino a cocci di bottiglia, con la testa spaccata”.

Le indagini sul decesso non furono mai state avviate. È per questo motivo che a distanza di molti anni, Mauro Corona chiede giustizia. Di recente ha anche ammesso di volersi rivolgere a Chi l’ha visto. I dubbi in merito a quanto accaduto quel giorno sono numerosi. “Vorrei incontrare l’amico che era con mio fratello. Oggi avrà settant’anni, più o meno era coetaneo di Felice, suo padre si chiamava Antonio Toscani (era il proprietario della gelateria in cui il diciottenne lavorava, ndr) ed è di Venas di Cadore. Non venne neanche al funerale. Io però non voglio vendetta. Vorrei che ci vedessimo. Senza alcun rancore, non gli farò domande”, ha detto.

Felice Corona, chi è il fratello di Mauro Corona? L’infanzia difficile

L’infanzia di Mauro Corona e del fratello Felice Corona, morto prematuramente, non fu semplice. “La mamma scappò quando avevo 6 anni, Felice 5, e il più piccolo pochi mesi. Ci mancarono le carezze”, ha raccontato ancora lo scrittore a Verissimo. I rapporti col padre erano duri. “Ci legava al melo, al pero, anche per 8-9 ore”. Nonostante ciò, li ha perdonati.

“Dovevo farlo prima che morissero. Ma non l’ho fatto e anche per questo morirò di sentimenti avvelenati. Io avrei dovuto parlare con loro, mettere una pietra, ma una montagna su quello che era stata la nostra vita. Invece ho conservato la ferita dei non amati. Me la porterò nella tomba”.







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