FINANZA/ Così il Mes rischia di danneggiare anche la Germania

- Giovanni Passali

Continua a essere accesa la polemica sul Mes. In realtà per salvare banche e Stati bisognerebbe riformare la Bce

eurotower_bce_francoforte_lapresse
La sede della Bce a Francoforte (LaPresse)

Ormai è diventato una telenovela, una sequela di accuse reciproche su cosa e quando aveva detto chi, e perché: una tiritera di accuse e contro-accuse che sta offuscando il dibattito sui contenuti. Sto parlando del Mes, ovviamente, il perverso Meccanismo europeo di stabilità che in realtà ha il compito di destabilizzare, invece che proteggere. Ma è chiaro che il Mes non protegge un bel niente. Non può farlo perché ha fondi limitati, ridicoli rispetto quelle che potrebbero essere le necessità di una banca sistemica, una di quelle che varca i confini nazionali.

Pensate che assurdità: perché mai uno Stato dovrebbe andare in difficoltà? Uno Stato può passare un momento difficile, ma la difficoltà può sempre essere contenuta, può essere sempre ripianata nel tempo. E il tempo gioca a favore proprio del sistema bancario che lavora per lo Stato, cioè compra i titoli di Stato. Se non ci sono problemi straordinari (una guerra civile, una guerra con uno Stato vicino, un disastro naturale apocalittico), qual è il problema?

Il problema, da sempre, lo crea il sistema bancario privato. E lo può creare una banca centrale quando, invece di sostenere l’economia reale, sostiene la finanza. Come ha fatto la Bce nel caso della Grecia: invece di tamponare un debito sui 300 miliardi, ha dovuto alla fine produrre liquidità per 3.000 miliardi per tamponare le conseguenze del debito greco nei bilanci della banche in giro per l’Europa.

Come ha ben chiarito Sergio Cesaratto nella sua intervista sul Sussidiario, negli Usa il Mes non c’è e non c’è alcun pericolo per gli Stati, che occasionalmente possono entrare in difficoltà. Ovviamente questo dipende da fatto che c’è un bilancio federale, ci sono titoli di Stato federali (i Bond Usa) e c’è una banca centrale (la Fed) che ha il potere di intervenire direttamente in soccorso degli Stati.

Nel caso Grecia invece è intervenuta la Troika con la Bce e pure nel modo sbagliato. Lo ha riconosciuto la Lagarde e pure Juncker; Draghi invece no, perché l’obiettivo era rendere stabile quel tipo di meccanismo sbagliato, per cui non si interviene a favore dello Stato o della popolazione, ma solo a favore del sistema bancario, “costi quello che costi”. Ovviamente non si può lasciare fallire il sistema bancario, ma è inutile salvare il sistema bancario e lasciare affondare tutto il resto, non può funzionare.

E il sistema bancario, Mes o no, è già in crisi profonda da solo. C’è da capirlo poveretto, con l’austerità imposta agli stati e i titoli di Stato che ormai non rendono più nulla, soprattutto quelli tedeschi, quelli solidi. Il grande sbandierato vantaggio dell’eurozona, cioè i bassi tassi di interesse, sta diventando la pietra tombale per la sostenibilità dell’attività bancaria. Non è un caso che il colosso Deutsche Bank abbia il valore delle sue azioni che sembra seguire fedelmente l’andamento della Lehmann Brothers, poi fallita clamorosamente. E non è un caso che come soluzione tampone non abbia trovato di meglio se non tagliare 19.000 “esuberi” (ora si chiamano così quelli che lavorano per te e che non sai più come pagare). Ma questa è roba vecchia: il nuovo è che Unicredit ha annunciato il taglio di 8.000 “esuberi” e la chiusura di 500 filiali. Però, tanto per tranquillizzare gli investitori, ha comunicato pure che il suon nuovo Piano Industriale prevede ricchi dividendi per gli azionisti.

C’è una crisi bancaria in atto, una crisi devastante. E la politica che fa? Litiga sul Mes, un trattato inutile e pure dannoso, che non serve a nulla e può solo creare danni, perché senza le altre gambe per l’unione bancaria (tanto invocata pure da Draghi) è tutto inutile: senza l’assicurazione europea sui depositi e senza bond europei, è tutto inutile. Il Mes è talmente inutile e controproducente che c’è chi ha notato che potrebbe alla fine rivolgersi contro i tedeschi, contro le loro esposte banche locali, come ha raccontato un articolo sul prestigioso sito di informazione finanziaria Bloomberg. L’accusa è in particolare contro il piano del Ministro tedesco Scholz, il quale spinge affinché da un punto di vista della contabilità i titoli di Stato non siano più considerati privi di rischi, ma siano valutati a seconda del tasso di interesse deciso dal mercato. Questo affosserebbe i titoli di Stato italiani e costringerebbe le banche a fare incetta di quelli tedeschi. Ma la proposta è di una stupidità colossale perché proprio i titoli tedeschi hanno tassi zero o negativi, quindi porterebbero nei bilanci bancari profitti reali zero o negativi.

Non bisogna discutere le eventuali modifiche del Mes, il Mes deve essere semplicemente cancellato. E la prima modifica da fare è quella di modificare lo statuto della Bce perché funga da prestatore di ultima istanza per tutti, banche e Stati. Il resto sono chiacchiere che fanno perdere tempo mentre si va incontro al disastro apocalittico.

© RIPRODUZIONE RISERVATA