Finlandia, svastica addio/ Il simbolo dell’aviazione militare sostituito da un’aquila

- Davide Giancristofaro Alberti

Finlandia, è addio alla svastica, simbolo dell’aviazione militare locale per molti anni, anche se non aveva alcun riferimento al nazismo

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La svastica finlandese

La Finlandia ha deciso di eliminare la svastica dal logo della propria aviazione. Proprio così perchè molti di voi probabilmente non sanno che i finnici hanno utilizzato il simbolo reso tristemente noto dal nazismo, come emblema della piccola ma comunque gloriosa Suomen Ilmavoimat, l’aviazione militare finlandese, fino al 1945. La svastica finlandese non aveva alcun riferimento a quella di Hitler, in quanto aveva delle antiche origini decorative e simboliche, come ricorda l’edizione online di Repubblica, e soprattutto, era di colore blu su una coccarda bianca (i colori della bandiera finlandese) o viceversa. Come detto sopra, il simbolo è rimasto fino al 1945 sugli aerei, per poi essere sostituito da una coccarda bianca e blu, anche se spesso e volentieri è tornato a fare capolino sui vecchi edifici, sui cimiteri militari, o in memoria dei vari piloti caduti in battaglia. Nonostante la svastica della Finlandia non avesse alcun riferimento all’ideologia nazista, alla fine gli accademici e i politici hanno preferito eliminarla, per evitare qualsiasi malinteso.

FINLANDIA, SVASTICA ADDIO: LA SANGUINOSA GUERRA D’INVERNO

A sottolineare l’evento è stato l’accademico Teivo Tevainen, parlando ai microfoni dell’emittente britannica BBC, alla luce di un movimento nazionalsocialista che sta riprendendo piede soprattutto in Nord America e in Europa (è di questa settimana la notizia dello scioglimento delle Teste di cuoio tedesche proprio per queste ragioni). Meglio quindi sostituire la vecchia svastica con un’aquila contornata da delle ali, su uno sfondo blu. E pensare che proprio quegli aerei con la svastica finlandesi combatterono contro il nazismo di Hitler durante il secondo conflitto mondiale, precisamente in occasione della Guerra d’Inverno quando il dittatore tedesco e Stalin, si unirono per aggredire la Finlandia, visto che Mannerheim, a capo dello stato finnico, non si era piegato all’ultimatum dell’Unione Sovietica di cedere la Carelia all’Urss. Fu una battaglia sanguinaria vinta alla fine dai russi per supremazia numerica, ma che costò migliaia di perdite ad ambo gli schieramenti.

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