Foggia, arrestato sindaco Lega di Apricena/ Antonio Potenza “appalti reati contro PA”

- Niccolò Magnani

Apricena, il sindaco della Lega Antonio Potenza arrestato per reati contro la Pubblica Amministrazione: Procura Foggia, le accuse e gli scenari

Antonio Potenza, sindaco di Apricena
Antonio Potenza, sindaco di Apricena (Foto profilo Facebook)

Questa mattina nel Foggiano la Guardia di Finanza ha arrestato il sindaco di Apricena Antonio Potenza (Lega) assieme ad altre due persone nell’ambito di una inchiesta coordinata dalla Procura di Foggia per presunte irregolarità e reati contro la Pubblica Amministrazione. Oltre al primo cittadino, in manette anche un imprenditore e un altro amministratore pubblico della cittadina guidata dalla Lega locale: l’ordinanza cautelare, riporta l’Agenzia Ansa, riguarda in tutto 15 persone ma le altre 12 sono stati sottoposti tutti a misure di natura restrittiva senza l’arresto domiciliare dove invece sono stati condotti Potenza e gli altri due accusati dei medesimi reati contro la PA. La Guardia di Finanza assieme alla Procura da mesi proseguiva l’inchiesta su presunte irregolarità nelle gare per gli appalti di commesse pubbliche: stando alle prime ordinanze dell’accusa, una denuncia iniziale contro alcune gare d’appalto metterebbe in prima responsabilità il sindaco Potenza che avrebbe favorito un imprenditore «molto vicino».

ARRESTATO SINDACO DELLA LEGA: LE ACCUSE

Sempre l’Ansa riporta come nel corso delle indagini sono stati accertati reati di natura fiscale, fatturazione per operazioni inesistenti, false dichiarazioni di redditi: allo stato attuale delle accuse, i militari del Nucleo Economico avrebbero rilevato anche un potenziale episodio di concussione. Il sindaco di Apricena arrestato questa mattina era al suo secondo mandato da primo cittadino di questo paesino del Foggiano: Antonio Potenza dopo 11 lunghi anni di militanza in Forza Italia, nel maggio 2018 era passato tra le fila della Lega di Salvini e lo scorso 26 maggio era stato rieletto alle Elezioni Comunali con la lista civica “Uniti per Cambiare”, appoggiata dalla Lega e dal centrodestra ottenendo il 72% delle preferenze. L’inchiesta “Madrepietra” ha messo in evidenza diversi gravi reati contro la pubblica amministrazione, tra cui va segnalato anche la ’par condicio imprenditoriale’, la fede pubblica e il patrimonio.



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