Fondazione Gimbe vs Lombardia/ “È ambigua, trasmette dati dimessi ma non dei guariti”

- Davide Giancristofaro Alberti

Coronavirus, Fondazione Gimbe vs Regione Lombardia: secondo il think thank di politica sanitaria, i dati trasmessi dai lombardi non corrisponderebbero al vero

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Giulio Gallera in conferenza stampa
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Sono dure le accuse della Fondazione Gimbe, think thank di politica sanitaria, nei confronti della regione Lombardia. Secondo quanto sostenuto dalla fondazione bolognese, la regione governata da Attilio Fontana “non trasmette il numero dei soggetti guariti, ma solo dei dimessi dagli ospedali. Questi casi nel report della Protezione Civile vengono conteggiati tra i guariti, con conseguente distorsione della comunicazione sull’andamento dell’epidemia da coronavirus”. La Gimbe sostiene che i guariti lombardi siano quindi dei “falsi guariti”, e di conseguenza, secondo gli stessi sarebbe necessario “mettere fine alle ambiguità”. Nino Cartabellotta, numero uno della Gimbe, spiega che i numeri errati della Lombardia condizionano “la percezione sull’andamento dell’epidemia e influenza le decisioni sanitarie e politiche. In particolare, la pianificazione della fase 2 deve essere informata da dati reali, evitando distorsione che induce decisioni finalizzate a tutelare interessi economici, piuttosto che la salute delle persone”.

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CORONAVIRUS, FONDAZIONE GIMBE: “STOP AD AMBIGUITA’ LOMBARDIA”

La Fondazione Gimbe ha spiegato di aver già “denunciato” il caso della Lombardia, ma il conteggio dei pazienti continua a rimanere invariato. A riguardo viene riportato il caso di ieri, nove aprile, in cui “il tracciato della Regione Lombardia riportava nell’area verde 15.706 casi ‘con almeno un passaggio in ospedale (anche solo in pronto soccorso) dichiarati dimessi/non ricoverati dagli ospedali lombardi. Questi pazienti sono in isolamento domiciliare fino a che non saranno dichiarati guariti’. In altre parole, la Lombardia dichiara esplicitamente che si tratta di casi che non possono essere considerati guariti”. Secondo la Gimbe tale ambiguità deve concludersi il prima possibile, tenendo conto che la Lombardia è la regione più infetta, e i numeri della regione incidono pesantemente sul bollettino giornaliero della Protezione civile.

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