Fontana “Troppe bugie sulla Lombardia”/ “Così vogliono fermare nostro sviluppo ma…”

- Silvana Palazzo

Attilio Fontana all'attacco: "Troppe bugie sulla Lombardia. Così vogliono fermare nostro sviluppo". Attacchi? E' anche una questione di autonomia e federalismo...

caso camici fontana Attilio Fontana, Presidente Regione Lombardia (LaPresse)

Lombardia ancora in zona rossa, la speranza del governatore Attilio Fontana è che sia l’ultima. «Se arriveranno i vaccini, sconfiggeremo il virus», spiega il presidente della Regione nell’intervista rilasciata oggi a Il Giornale. L’obiettivo è vaccinare tutti i lombardi entro luglio, ma ciò è possibile solo ad una condizione: «Se avremo la disponibilità dei vaccini necessari». Intanto tutti gli ospiti delle Rsa lombarde sono stati vaccinati e il personale sanitario, pubblico e privato, è stato immunizzato. Ma proseguono le polemiche sul caso Aria. «C’è stato un problema nelle prenotazioni, lo riconosciamo. Nonostante questo siamo riusciti a inoculare 1,4 milioni di dosi, di gran lunga il numero maggiore nel Paese», si difende Fontana, secondo cui si è fatto il massimo con le dosi arrivate. «La coperta è corta. I miracoli non li fa nessuno. Chi grida al miracolo si brucia».

La sensazione del governatore è che certi attacchi siano mirati contro la Lega e nascondano l’obiettivo di metter le mani sulla Lombardia: «Ci contestano la collaborazione col privato, l’apertura all’innovazione. Mettere le mani sulla Lombardia vuol dire prendere la regione più importante». Per Fontana la Lombardia fa gola a molti: «Ma il rischio di questa operazione è che così non si migliora il resto, si tarpa le ali alla Lombardia. E se vola bassa la Lombardia, lo fa anche il Paese».

FONTANA, DAL FEDERALISMO AL CASO ARIA

Attilio Fontana ribadisce l’importanza dell’autonomia, così «invisa a tanti nei palazzi romani». Per il presidente della Regione Lombardia non si può parlare di fallimento del federalismo: «Siamo a metà di una riforma che è stata bloccata. L’attacco alla Lombardia, capofila di questa battaglia, è anche questo». Il sentimento centralista che ha ripreso forza va nella stessa direzione degli attacchi secondo Fontana: «Una certa parte, dei media e della politica, sta cercando di contrastare un certo sviluppo, sta cercando di imporre una visione diversa da quella che c’è in Lombardia. Poi se si continuano a ripetere certe bugie, alla fine la gente rischia di lasciarsi condizionare. Per questo occorre stare attenti», dice nell’intervista a Il Giornale. Tornando al caso Aria, il governatore ha spiegato che il direttore è rimasto al suo posto perché arrivato da poco, quindi non ha ancora avuto modo di esprimere innovazioni. Non si sente neppure di lanciare accuse al Cda, pur riconoscendo che ci sono state troppe contestazioni.

FONTANA DIFENDE BERTOLASO E MORATTI

Netta la difesa di Attilio Fontana a Guida Bertolaso: «Ha fatto un lavoro eccellente. Ama dare disposizioni in modo deciso ed era l’unico con le competenze per organizzare un piano di questa portata». Parere positivo anche sul lavoro svolto da Letizia Moratti, assessore al Welfare e vicepresidente: «Sta dando una dimostrazione di capacità e impegno eccellenti. Chi non ci vuole bene sperava in contrapposizioni. Rimarrà deluso». Per quanto riguarda l’acquisto del vaccino russo Sputnik da parte della Campania, se verrà approvato dall’Ema e/o dall’Aifa, il presidente della Regione Lombardia parla di «boutade», una «provocazione». Pur riconoscendo la necessità di accelerare, si attiene alle regole. Intanto in Brianza partirà la produzione in loco del vaccino Pfizer. «Un ottimo vaccino, è importante anche in prospettiva: essere autonomi, non dipendere sempre da altri».

Infine, a proposito dei rapporti con il premier Mario Draghi, Fontana ha assicurato che sono ottimi: «Massima disponibilità, comprensione, ascolto. Ha avuto un’uscita dura, ma noi ci siamo sempre attenuti alle indicazioni». Ma non crede si riferisse alla Lombardia: «Abbiamo seguito le indicazioni in modo pedissequo. Io fra l’altro ho da sempre condiviso la scelta di vaccinare per età, al di là dei fragili, dei medici e delle Rsa, evitando così tensioni e guerre fra categorie».





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