Fonzie, Henry Winkler/ “Ora aiuto i bimbi dislessici. Su Happy Days…”

- Carmine Massimo Balsamo

Henry Winkler, noto in tutto il mondo per aver interpretato Fonzie in Happy Days, oggi scrive libri per aiutare i bambini a lottare con la dislessia.

Fonzie, Henry Winkler
Fonzie, Henry Winkler
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Henry Winkler, da Fonzie in Happy Days a eroe dell’alfabetizzazione: oggi infatti l’attore aiuta i bimbi dislessici, disturbo del quale soffre anche lui. I suoi libri – pubblicati in Italia dalla casa editrice Uovonero di Crema – servono a spronare i dislessici ed a non perdersi d’animo: l’ultima opera si intitola “Il mio cane è un coniglio” e il protagonista Hank Zipzer ha molto di Henry. «Per me è facile ricordare come mi sentivo nei confronti dei miei insuccessi scolastici quando ero un bambino. Tutta la componente umoristica è ingigantita e molte avventure sono frutto della nostra immaginazione», ha spiegato Winkler ai microfoni di Libero, sottolineando poco dopo: «Quando ho scoperto che non ero pigro, che non ero stupido, ma avevo qualcosa che aveva un nome, dislessia, mi sono arrabbiato molto. La rabbia, le discussioni, le punizioni, non sarebbero dovuti accadere. Poi ho cominciato a capire che forse lottare per superare i miei problemi di approfondimento mi aveva dato una forza interiore che ho apprezzato profondamente».

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HENRY WINKLER, FONZIE IN AIUTO DEI BIMBI DISLESSICI

Henry Winkler ha parlato delle difficoltà a cui ha dovuto far fronte, ma ha ribadito che la volontà fa la differenza: basti pensare ai copioni letti nel corso della sua carriera, scrutati parola per parola. Fonzie ha sottolineato che ogni bambino deve diventare amico della propria dislessia, innanzitutto riconoscendo di avere un disturbo dell’apprendimento: «Non ti devi permettere di provare imbarazzo. In tutto il mondo un essere umano su cinque ha qualche tipo di disturbo dell’apprendimento. Se un bambino riconosce e comprende di essere dislessico può cercare strategie diverse che lo aiutino ad assimilare ogni tipo di materiale su cui sta lavorando». Il messaggio dell’attore è chiaro: ogni bambino deve sapere che dentro di lui o di lei c’è qualcosa di grandioso, il suo obiettivo è quello di «scoprire quale sia il proprio talento e donarlo al mondo».

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