Francesco Boccia “Pd vuole obbligo vaccinale”/ “Terza dose vaccino? Scontata”

- Silvana Palazzo

Per Francesco Boccia il Green pass non basta: “Pd vuole obbligo vaccinale. Terza dose vaccino? Scontata”. Riguardo la tenuta del governo: “Prevalga senso di responsabilità”

francesco boccia
Francesco Boccia (Lapresse)

Per Francesco Boccia le misure adottate dal governo per la gestione dell’emergenza Covid non sono sufficienti, bisognerebbe rendere il vaccino obbligatorio per tutti. L’ex ministro ne ha parlato oggi a “Omnibus”, partendo dalle considerazioni sulla terza dose. «Lo lo dico senza avere la verità in tasca, ma mi sembra che sia scontata. Il percorso che ci porterà ad uscire da questa condizione passa attraverso non solo la vaccinazione di massa ma anche un contenimento graduale e progressivo delle varie forme di contagio». L’esponente del Partito democratico ha chiarito anche la posizione dei dem: «Il Pd è ed è sempre stato per l’obbligo vaccinale, il Green pass è una tappa di questo percorso». Con il Green pass «non si obbliga, ma si consiglia caldamente, è evidente che nei luoghi chiusi e in quelli in cui c’è più rischio di contaminazione o più rapporti fisici è bene essere protetti».

Ma la soluzione per Francesco Boccia resta il vaccino: «A differenza dell’anno scorso c’è ovunque, si può fare in pochi giorni». Ma a differenza dell’anno scorso, abbiamo anche più contagi. «L’anno scorso eravamo a contagi zero in diverse regioni, per questo non possiamo perdere tempo».

BOCCIA SU VACCINO OBBLIGATORIO E TENUTA GOVERNO

Per Francesco Boccia non bisogna perdere tempo. «Vorremmo il vaccino obbligatorio a tutti e ovunque. Dobbiamo arrivare al 90% di cittadini vaccinati per essere tranquilli e sicuri che i casi non impattino sugli ospedali, ma siamo al 62-63% attualmente». La gestione della scuola resta problematica. «Con l’obbligo vaccinale non ci sarebbe nessuna macchia di leopardo sulle decisioni per la scuola. I modelli organizzativi cambiano inevitabilmente da territorio a territorio. Una cosa è costruire la strategia nazionale, un’altra è entrare nelle corsie territoriali». Nell’intervista a “Omnibus” ha spiegato che una delle cose che ci ha insegnato la pandemia Covid «è che i vincoli di bilancio vanno ripensati, sia per la sanità che per la scuola». Quindi, per l’ex ministro «serve il rafforzamento territoriale della sanità italiana». Nel corso del collegamento ha parlato della tenuta del governo: «Spero prevalga il senso di responsabilità per le cose dette al presidente della Repubblica, poi molti di noi non si rivedranno più sotto lo stesso tetto, come noi e la Lega».



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