Francesco Guccini: “Sono quasi cieco, non leggo più”/ “Ho smesso di fumare”

- Alessandro Nidi

Francesco Guccini ha rivelato di avere quasi del tutto perso la vista: “Ascolto gli audiolibri, ma non è come leggere”

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Francesco Guccini (Foto LaPresse)

Francesco Guccini ha rilasciato ai microfoni del “Corriere della Sera” un’intervista nella quale ha dichiarato di essere quasi cieco. Queste, in particolare, sono state le sue parole: “Non ci vedo quasi più. Non riesco più a leggere, devo ascoltare gli audiolibri. Non è la stessa cosa… Scrivo come posso. Lavoro con il computer, schermo grandissimo. Ho scritto otto gialli, quattro romanzi, molti racconti. Adesso cominciamo un nuovo giallo con Loriano Macchiavelli, il decimo, abbiamo fatto anche vari racconti. Non canto più da anni, non ci vedo e scrivo. Posso tranquillamente definirmi uno scrittore”.

Guccini ha precisato di essersi arrabbiato poche volte nell’arco della sua esistenza, definendosi abbastanza pacioso e asserendo di non avere mai litigato con nessuno. Però, “quando sento i politici di Destra parlare mi arrabbio come una bestia con la televisione. E quel che è successo qualche giorno fa? È drammatico. Si insulta persino una signora come Liliana Segre, scampata ai campi di concentramento: la si obbliga ad avere la scorta”.

FRANCESCO GUCCINI: “BOLOGNA NON LA CONOSCO PIÙ”

Nel prosieguo della chiacchierata con il “Corriere della Sera”, Guccini ha raccontato che da ragazzino sognava soldi per acquistare le sigarette e i libri, ma “ho smesso da fumare da tre anni, per i libri non ci vedo quasi più. Si cambia molto nel tempo, esternamente e internamente, certe cose fondamentali rimangono, dipendono dall’educazione avuta”. La città di Bologna, invece, “non la conosco più. Ci capito qualche volta per caso. Non mi piace… Ho paura del traffico, come a Milano, Roma, Torino… C’è tanta gente, non sono abituato”.

Poi, una rivelazione: Guccini pensa spesso agli avvenimenti passati, alle donne con cui è stato, agli amici che non ci sono più, ma dice di non accettare assolutamente la tristezza“Le mie non sono canzoni piagnucolose – ha dichiarato –. Sono realistiche, sensazioni che si trasformano. Non sono mai stato solo nella vita, non mi sono mai davvero annoiato. Non ho mai sognato di fare il cantautore da grande, ho scritto canzoni per caso, per caso sono arrivato all’ambiente discografico e sono andato avanti”.

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