Francia-Azerbaijan, tensione per Armenia/ “Riconoscere indipendenza Nagorno-Karabak”

- Paolo Vites

“Riconoscere indipendenza Nagorno-Karabak”, la Francia si schiera apertamente con l’Armenia provocando l’ira dell’Azerbaijan

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Cattedrale armena bombardata dagli azeri

Sia il senato che la camera dei deputati francesi hanno votato una risoluzione che chiede di riconoscere ufficialmente la Repubblica indipendente del Nagorno-Karabakh, territorio che proprio nelle ultime settimane è stato teatro dell’ennesima guerra tra Armenia e Azerbaijan, guerra che si è conclusa con la vittoria del secondo paese. Il territorio contestato, una piccola enclave all’interno dello stato islamico dell’Azerbaijan, è a maggioranza armena, e una precedente conflitto si era concluso con la vittoria armena. Oggi invece gli azeri hanno ottenuto di occupare parte dei territori del paese, infiltrandosi sempre di più in esso. Con questo voto a maggioranza schiacciante (in senato 305 sì, un solo no e 30 astensioni) la Francia è l’unico paese dell’Unione europeo a prendere una iniziativa decisa a favore degli armeni. Da tempo Parigi è schierata con essi (in Francia vive una grossa comunità armena di oltre mezzo milione di persone), sin da quando ha riconosciuto ufficialmente il genocidio del popolo ameno a opera della Turchia nel 1915, provocando le ire di Ankara. L’Azerbaijan, oggi, è apertamente sostenuto dalla Turchia che con il suo aiuto militare ha permesso la vittoria di questi ultimi.

L’ESPANSIONISMO NEO OTTOMANO

Ha spiegato il motivo del voto il senatore Bruno Retailleau: “se questo conflitto va oltre la sua dimensione locale, è a causa dell’impegno della Turchia, la partecipazione massiccia e decisiva della Turchia di Erdogan, nel nome di una politica espansionista neo-ottomana, nel nome di una politica nazional-islamista. Ed è una minaccia qui, come altrove nel mondo, contro la pace, e contro i nostri interessi.” L’Alto Karabakh è un’enclave Armena in Azerbaigian. Con un’azione militare rapida, Baku ha riportato agli inizi di novembre buona parte del territorio sotto il suo controllo. Le divisioni azerbaigiane si sono fermate solo dopo l’intervento diplomatico personale di Vladimir Putin e l’invio di truppe russe di interposizione a guardia di un piccolo corridoio tra il Karabakh e la Repubblica Armena. Non si è fatta attendere la reazione azera al voto del parlamento francese tramite il ministro degli esteri che ha dichiarato “Come si evince dal nome della risoluzione, i membri dell’Assemblea nazionale, che non hanno alcun contatto con la realtà, vogliono aggiungere delle sfumature religiose alla questione, cercando di presentare la loro posizione filo-armena con false giustificazioni”, si legge in una nota del dicastero. “L’Azerbaigian è uno Stato multinazionale e multiconfessionale, dove persone di diverse religioni e affiliazioni etniche vivono in armonia e pace come una famiglia”. Dichiarazioni tendenziose in quanto l’Azerbaijan è un paese a quasi totale maggioranza islamica. Subito dopo la fine del conflitto, nelle zone armene occupate, è infatti cominciato la distruzione di chiese e conventi peraltro di grande importanza storica e culturale, oltre che religiosa.

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