Francia, richiamati ambasciatori in Usa e Australia/ È crisi diplomatica, ecco perché

- Chiara Ferrara

La Francia ha richiamato gli ambasciatori in Usa e Australia a seguito della sottoscrizione dell’intesa Aukus tra i due Paesi e il Regno Unito

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Il generale Khalifa Haftar ricevuto all'Eliseo dal ministro degli Esteri francese Jean-Yves Le Drian (LaPresse)

La Francia ha ritirato i suoi ambasciatori presenti negli Usa e in Australia, Paesi storicamente vicini. La decisione, che dà inizio ad una vera e propria crisi diplomatica, arriva dopo che da Washington e Canberra è stato sottoscritta con il Regno Unito la cosiddetta intesa Aukus, ovvero una partnership trilaterale per la sicurezza nell’area dell’Indo-Pacifico, mirata a condividere la tecnologia in materia di sicurezza informatica, intelligenza artificiale, sistemi subacquei e capacità di attacco a lungo raggio.

L’accordo, in base a quanto riporta vaticannews, ha fatto sì che saltassero i precedenti accordi stipulati tra i due Paesi e la Francia. Un gesto ritenuto di gravità eccezionale. Secondo quanto affermato nelle scorse ore dal ministro degli Esteri di Parigi, Jean Yves Le Drian, si è trattata infatti di una vera e propria “una pugnalata alle spalle”.

Francia, richiamati ambasciatori in Usa e Australia: il discorso del ministro Le Drian

Il ministro degli Esteri, Jean Yves Le Drian, dopo avere annunciato la decisione della Francia di ritirare gli ambasciatori diplomatici presenti negli Usa e in Australia, ha rivolto parole di condanna nei confronti dei due Paesi. “C’è stata la menzogna, c’è stata la doppiezza, c’è una rottura grave della fiducia”. Così ha definito, in una conferenza stampa, l’intesa Aukus, che ha dato vita alla crisi dei sottomarini.

“In una vera alleanza ci si parla, ci si rispetta. Non è stato così”, ha aggiunto. Da qui la scelta di richiamare, per la prima volta nella storia, gli ambasciatori per una consultazione. “E’ un atto politico pesante che rappresenta la gravità della crisi fra i nostri due paesi e con l’Australia”. Non è stato richiamato, invece, l’ambasciatore presente nel Regno Unito. “Non c’è bisogno. Conosciamo bene l’opportunismo perenne della Gran Bretagna e in questo caso sono la ruota di scorta”, ha concluso Jean Yves Le Drian.



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