Maltempo a Lecco: 1000 evacuati/ Fango e detriti: “Sembrava un nuovo Vajont…”

- Niccolò Magnani

Un migliaio di persone sono state evacuate ieri sera a causa di un’ondata di maltempo che si è abbattuta su Lecco

Maltempo e allagamenti
Maltempo, uso di idrovore (LaPresse)

Sono circa 1000 le persone evacuate dopo l’improvvisa e violenta ondata di maltempo delle ultime ore in provincia di Lecco, un piccolo inferno di fango e detriti a seguito di quello che è stato definito una sorta di tsunami: la paura vissuta da chi vive nella zona è stata tale che nella notte di ieri qualcuno ha davvero temuto a causa dei torrenti che sono straripati un “un nuovo Vajont” che tuttavia per fortuna non è verificato. Ad ogni modo ammontano già a diversi milioni di euro i danni ma, anche se il rischio è scongiurato, alcuni degli sfollati non sono ancora rientrati nelle loro case come nel Comune di Primaluna, uno dei centri maggiormente colpiti dall’ondata di maltempo. Insomma una tragedia solo sfiorata e che adesso vede gli uomini della Protezione Civile e delle forze dell’ordine provare a liberare strade e campi per fare tornare la circolazione alla normalità. (agg. di R. G. Flore)

CIRCA 1000 GLI EVACUATI

Circa un migliaio di persone sono state evacuate nella giornata di ieri in provincia di Lecco, precisamente nei comuni di Dervio, Premana e Primaluna. L’ondata di maltempo che si è abbattuta ieri sul lecchese, ha fatto esondare praticamente in contemporanea tutti i torrenti della zona, leggasi Varrone, Molinata, Noci, Fus e Fossiga: l’acqua ha rotto gli argini investendo i tre paesi di cui sopra. 800 le persone sgomberate a Dervio, duecento a Primaluna e presso la frazione di Cortabbio, mentre una cinquantina quelle di Premana. La popolazione è stata ospitata nei centri di accoglienza allestiti in fretta e furia, nonché da alcuni parenti, e poche ore dopo ha potuto fare ritorno a casa dopo che l’emergenza è rientrata. Notevoli comunque i danni, calcolati in milioni di euro, visto che una sorta di tsunami, come scrive l’edizione online del quotidiano Il Giorno, ha investito la Strada Provinciale 72, che è l’unica alternativa alla Strada Statale 36. Inoltre, interrotta anche la ferrovia fra Lecco e Sondrio. Garage, cantine, negozi, attività produttive e abitazioni sono state invase dalla furia incontrollata del fango, dell’acqua e dei detriti. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

MALTEMPO A LECCO: LA SITUAZIONE

Emergenza maltempo a Lecco, rientrata l’allerta a Dervio: dopo il superamento delle quote massime dell’invaso della diga di Pagnona, la sala operativa della Protezione civile ha comunicato che gli sfollati possono rientrare nelle proprie abitazioni. «Lo stato della diga di Pagnona in provincia di Lecco non ha riportato alcun malfunzionamento né danno strutturale. Enel Green Power sta operando in stretta sinergia con tutti gli enti locali, Regione, Protezione civile, Prefetture di Lecco e Sondrio e Ufficio Dighe, per garantire la sicurezza del territorio», la nota stampa di Enel Green Power, Società del Gruppo Enel dedicata alle energie rinnovabili. Resta invece critica la situazione a Premana e Primaluna: come riportano i colleghi de La Provincia di Lecco, centinaia di persone dovranno passare la notte fuori casa. Problemi anche per ciò che riguarda la viabilità, con la Valsassina è tagliata in due per lo smottamento sulla provinciale a Cortabbio. (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

MALTEMPO, RISCHIO “VAJONT” PER DIGA VALVARRONE

Sono più di 800 le persone evacuate dalle case vicine al torrente Varrone, straripato vicino alla foce a Dervio: il corso d’acqua è sempre più ingrossato e il maltempo delle ultime ore ha dato il colpo definitivo da ko dopo settimane di temporali e allerta idriche. Il vero problema però ora si chiama diga nella Valvarrone: si teme che le violentissime piogge di queste ore possano provocare un’onda anomala che si riverserebbe sui paesi sottostanti con conseguenze disastrose. Il rischio è proprio quello vissuto già nel 1963 nella tremenda tragedia del Vajont, la diga a monte del fiume omonimo crollata sotto il peso delle acque ingrossate da una frana del soprastante pendio del Monte Toc la notte del 9 ottobre di 56 anni fa. Diverse case sono già state evacuate e la diga viene monitorata costantemente per evitare problemi di quel genere: «La situazione è seria perché alla diga di Premana ci sono stati problemi di tracimazione e c’era paura per un’onda anomala. Aspettiamo che Enel dia tutte le garanzia che la diga sia in grado di tenere, altrimenti non possiamo fermare l’evacuazione», ha spiegato il sindaco di Dervio Stefano Cassinelli all’Ansa. Gli altri comuni in pericolo per la diga sono Pagnona, Casargo Valvarrone, Vendrogno.

FIUMI ESONDATI E FANGO NEI PAESI

Sono più di 800 le persone evacuate dalle case vicine al torrente Varrone, straripato vicino alla foce a Dervio: il corso d’acqua è sempre più ingrossato e il maltempo delle ultime ore ha dato il colpo definitivo da ko dopo settimane di temporali e allerta idriche. Il vero problema però ora si chiama diga nella Valvarrone: si teme che le violentissime piogge di queste ore possano provocare un’onda anomala che si riverserebbe sui paesi sottostanti con conseguenze disastrose. Il rischio è proprio quello vissuto già nel 1963 nella tremenda tragedia del Vajont, la diga a monte del fiume omonimo crollata sotto il peso delle acque ingrossate da una frana del soprastante pendio del Monte Toc la notte del 9 ottobre di 56 anni fa. Diverse case sono già state evacuate e la diga viene monitorata costantemente per evitare problemi di quel genere: «La situazione è seria perché alla diga di Premana ci sono stati problemi di tracimazione e c’era paura per un’onda anomala. Aspettiamo che Enel dia tutte le garanzia che la diga sia in grado di tenere, altrimenti non possiamo fermare l’evacuazione», ha spiegato il sindaco di Dervio Stefano Cassinelli all’Ansa. Gli altri comuni in pericolo per la diga sono Pagnona, Casargo Valvarrone, Vendrogno.

FIUMI ESONDATI E FANGO NEI PAESI

Tra Lecco e Como sta andando in scena l’ultima coda della pazza primavera 2019 con il maltempo che si ostina a colpire il Centro-Nord mentre ormai il caldo e l’estate dei record sta per invadere l’intera penisola: da ore sono in corso interventi d’emergenza per frane, esondazioni e fango nelle strade attorno a Lecco in particolare sulla Valtellina, la Valmalenco ma anche la Valsassina e la Valchiavenna. Sono esondati i fiumi Varrone e Pioverna nei comuni di Preamana, Dervio e Primaluna, con cittadini evacuati e strade chiuse dopo i violentissimi temporali della scorsa notte. Mobilitazione generale per Vigili del fuoco, Carabinieri e nuclei di pronto intervento della Protezione civile con centinaia di volontari: particolarmente ingenti i danni materiali fanno sapere le squadre di soccorso all’Ansa. Al momento il centro di Premana in Valvarrone è del tutto isolato per via dello smottamento di fango e delle frane che hanno invaso le strade dopo l’esondazione del torrente Varroncello.

MALTEMPO LOMBARDIA: STRADE ALLAGATE, TRENI FERMI NEL LECCHESE

Danni anche nel settore rivierasco nord della provincia di Lecco, in comuni come Dervio, affacciato sul ramo lecchese del Lago di Como: il livello stesso del Lario si è alzato ulteriormente ed è stata chiusa la seconda corsia sul Lungolago: forse, l’ultimo colpo di coda di questa pazza Primavera.  Rete Ferroviaria Italiana ha comunicato in una nota che la circolazione dei treni è stata sospesa fin dalla mattinata sulla linea Lecco-Tirano/Chiavenna, fra le stazioni di Colico e Delebio e Dervio e Bellano. Caos e problemi anche in altri parti della Lombardia, con l’allerta meteo gialla che perdurerà per quelle zone fino alla giornata di domani mattina: in provincia di Sondrio i danni maggiori si sono visti in Valle Spluga. Il by-pass di Gallivaggio, aperto dopo la maxi frana di un anno fa che danneggiò parzialmente il santuario, è stato letteralmente inondato: «fango e detriti trascinati dal torrente Liro hanno invaso la carreggiata in entrambi sensi di marcia e quindi il transito è stato interrotto», riporta Tg Com24. Nelle valli in provincia di Bergamo il maltempo ha colpito Gazzaniga, Ponte Nossa e Fiorano, in valle Seriana: Box e scantinati si sono allagati e sono partite tante richieste di aiuto rivolte ai vigili del fuoco ma per fortuna non vi sono neanche qui notizie di feriti o vittime.

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