G7 DEL LAVORO/ Le 3D che incidono sull’occupabilità delle persone

- Giancamillo Palmerini

Nei giorni scorsi si è tenuto a Wolfsburg il G7 del lavoro, in cui si è prestata particolare attenzione alle 3D: digitalizzazione, demografia e decarbonizzazione

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Foto di StartupStockPhotos da Pixabay

Nei giorni scorsi si è tenuto in quel di Wolfsburg il G7 del Lavoro. L’incontro dal titolo “Just Transition – Make it Work” si è focalizzato su alcuni temi di stringente attualità, fra cui l’impatto sul lavoro, e sulle relative politiche, del conflitto in Ucraina, il rafforzamento dell’occupabilità in tempi di cambiamento strutturale, l’accompagnamento ai cambiamenti climatici alla transizione green e il miglioramento della sicurezza e salute sul posto di lavoro.

Particolarmente interesse è stato assegnato alla questione dei “3D”: la digitalizzazione, il cambiamento demografico e la decarbonizzazione (i tre elementi portanti della cosiddetta “trasformazione ecologica”). Questi temi stanno, infatti, avendo un enorme impatto sul mondo del lavoro. Durante la presidenza tedesca del G7 il dibattito si è, quindi, concentrato, particolarmente, sul modo in cui questi fattori influiscono direttamente sull’occupabilità delle persone con un’enfasi particolare data all’impatto della trasformazione verde sul mercato del lavoro del futuro.

In questo quadro il Governo italiano ritiene che rafforzare l’occupabilità in tempi di transizione, come quelli che stiamo vivendo, sia una delle sfide più importanti da affrontare.

Per far questo dobbiamo, ha ribadito il rappresentante del Governo Draghi al G7, agire in maniera efficace e coordinata con tutti gli attori di governo e della società civile, a partire dalle parti sociali, per fornire alle persone tutti gli strumenti necessari per la loro piena inclusione nel mercato del lavoro del futuro.

Questo, è stato ribadito in Bassa Sassonia, è un obiettivo prioritario per il Governo italiano che ha messo (e sta mettendo) in campo una serie di misure con la finalità di accrescere e sviluppare le competenze dei lavoratori e delle persone che non sono ancora occupate, con particolare attenzione ad alcuni gruppi più svantaggiati il cui attivo coinvolgimento nella società è necessario nella prospettiva di una crescita sempre più inclusiva e sostenibile.

Si pensi, ad esempio, ai molti adulti che hanno difficoltà a conciliare i tempi di vita e di lavoro con quelli della formazione e come, parallelamente, non tutte le imprese abbiano i mezzi adeguati per formare il proprio personale.

La sfida è, quindi, grazie anche alle risorse del Pnrr, quella di rendere la formazione sempre più flessibile e fruibile anche attraverso le nuove tecnologie, di incoraggiare le imprese a formare i propri dipendenti per incrementarne la produttività e, infine, di migliorare la qualità dei percorsi formativi per renderli più attrattivi e in linea con le esigenze di un mercato del lavoro in profonda trasformazione nonché con le legittime aspirazioni professionali delle persone.

Basterà, guardando anche alle migliori esperienze realizzatesi nei paesi più sviluppate del G7, la Garanzia di Occupabilità dei Lavoratori per fare GOL e vincere la partita?

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