GABRIELE SALVATORES/ “Ho pensato di non farcela. L’Oscar? Lo uso come fermacarte”

- Elisa Porcelluzzi

Gabriele Salvatores aveva trent’anni quando gli diagnosticarono una leucemia, poi scoprirono che si trattava di policitemia. Il rimpianto del regista? Non avere una famiglia.

gabriele salvatores
Gabriele Salvatores (Credits La Biennale di Venezia - foto ASAC)

Gabriele Salvatores si racconta in un’intervista a Serena Bortone nella puntata di Oggi è un altro giorno del 1 dicembre. Dopo aver ripercorso alcune tappe fondamentali della sua carriera, il regista ammette che non è stata facile: “Paura di non farcela? L’ho avuta, in particolare ricordo una volta in cui stavamo a teatro, non avevamo più una lira e mi sono detto ‘ok torno a casa’, invece per fortuna abbiamo tenuto duro e ce l’abbiamo fatta.” Con ‘Mediterraneo’ Salvatores ha vinto l’Oscar, un’emozione indescrivibile, preceduta da un simpatico aneddoto: “L’Oscar? Stallone, che ha aperto la lettera con il verdetto, non ha detto subito il nome del film, tanto che non avevo capito. Quando poi è partita la musica del film ho capito e sono salito sul palco senza paura”. (Aggiornamento di Anna Montesano)

Gabriele Salvatores: “Mi dissero che era leucemia, che non sarei arrivato ai 35”

Il regista Gabriele Salvatores aveva trent’anni quando gli fu diagnosticata una leucemia. I medici gli dissero non sarebbe arrivato ai 35: oggi il regista ha 71 anni (è nato il 30 luglio 1950) e ha anche vinto l’Oscar come Miglior film straniero per “Mediterraneo” nel 1992. “Trent’anni fa, il Teatro dell’Elfo, che per me era la casa, la famiglia, si stava sciogliendo. Tornando da teatro una sera non mi sento bene, la mattina vado a farmi vedere e scoprono che nel sangue ho una quantità di piastrine molto più alta del normale. Mi dissero che era leucemia”, ha racconto Salvatores nel 2010 al settimanale Vanity Fair, ricordato la paura dei genitori. Fu ricoverato al Policlinico di Milano, in cui rimase due mesi, dove scoprirono che si trattava di policitemia. Regolarmente il regista si sottopone ai check-up: “Esci dall’ospedale pensando che sei proprio fortunato. Perché questo insegna la malattia: che – per quanto tu possa stare male – non sei il centro del mondo“.

Gabriele Salvatore: il rimpianto più grande del regista

A 70 anni compiuti, Gabriele Salvatores ha confessato in diverse occasioni di avere un solo vero grande rimpianto nella sua vita, non avere una famiglia. Legato da anni alla scenografa Rita Rabassini, il regista non ha avuto figli. “L’unica ombra, è un’altra: sarà l’età, ma la sera tornare a casa e non trovare nessuno comincia a persarmi. Rita preferisce la campagna e vive a Lucca. Ma non posso lamentarmi, perché non ho nemmeno fatto niente per avere una famiglia. Sono fatto un po’ così”, ha ammesso qualche anno fa a Repubblica. A ottobre sono iniziate le riprese de “Il Ritorno di Casanova”, il nuovo film di Salvatores. Come il protagonista del film, il regista si è chiesto se sia valsa la pena rinunciare a qualcosa per il cinema: “Sicuramente non avrei potuto fare altro. Ma era più importante fare un figlio ad esempio? Forse sì. Lo vedo con le mie nipotine, le figlie di Marta, figlia di Diego Abatantuono, con loro mi diverto un mondo. Ma non so se sarei stato capace della vita routinaria che t’impone l’essere padre per davvero”, ha confessato a Repubblica.



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