Gabriella Ferri/ In ‘Mazzabubù’ il mito del “clown” di Fellini (Il Gran Varietà)

- Morgan K. Barraco

Gabriella Ferri, il suo mito rivive nello show “Mazzabubù” che ispirò il titolo del suo nono album, ne Il Gran Varietà

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Gabriella Ferri, foto da Youtube

Quello di Gabriella Ferri è stato uno dei volti indiscussi della tv italiana degli anni Settanta. La troviamo infatti alla guida di Mazzabubù al fianco di Oreste Lionello e Pippo Franco, un programma di varietà che trova spazio addirittura sul Programma Nazionale, prima ancora che prenda il nome di Rai 1. Quattro settimane di successi che culmineranno con la decisione dell’artista di sfruttarne il nome anche per il suo nono album, pubblicato con la RCA. Lo show diventa infatti anche l’occasione per la Ferri di duettare con Claudio Villa, mantenendo però i toni più che leggeri. Mentre il cantante sfoggia la potenza della propria voce con acuti ed estensioni vocali, la Ferri infatti lo prende in giro, si stura le orecchie come infastidita dalla voce del collega, per poi prenderne il posto. Clicca qui per guardare il video di Gabriella Ferri e Claudio Villa. Oggi, lunedì 13 gennaio 2020, Il Gran Varietà trasmetterà alcuni spezzoni di Mazzabubù, rievocando il mito di Gabriella Ferri. Scomparsa nel 2004, l’artista è riuscita negli anni a catturare l’attenzione del pubblico grazie alle sue interpretazioni di canzoni popolari, sia napoletane che romane. Alcuni anni prima incide l’album Ritorno al futuro, poi annuncia il ritiro dalle scene a causa della depressione con cui combatteva da diversi anni. Nel 2002 però ritorna in tv, anche con Buona Domenica, dove si esibisce con alcune delle sue hit, come Dove sta Zazà?.

GABRIELLA FERRI, NEL VARIETÀ MAZZABUBÙ RIVIVE IL SUO MITO

Gabriella Ferri diventerà per Federico Fellini “un clown”, un’etichetta che le rimarrà addosso per sempre e che riassume la sua personalità più che eccentrica. Un dettaglio che permetterà alla cantante di origini romane di riscuotere un certo successo anche a teatro, mentre nasconde grazie alla sua polverosa maschera un dramma che si trascina dietro da tempo. La Ferri si toglierà infatti la vita nella provincia di Viberto e non riuscirà a sopravvivere all’intervento dei medici del San Camillo di Roma, dove verrà trasportata morente. “La ragazza di Testaccio che conoscevo era inafferrabile, aveva un fuoco dentro, una irrequietezza feroce che era impossibile da afferrare. Anche chi gli era stato molto amico non riusciva più ad avere un rapporto con lei, a parlarle. Ti passava sopra con gli occhi e andava oltre”, scriverà quel fatidico giorno il giornalista Leoncarlo Settimelli, in un articolo per l’Unità. Agli occhi degli ammiratori, la Ferri sarà sempre l’artista in grado di rendere nuove persino le vecchie canzoni, andando a rivisitare il panorama della musica popolare della sua Roma, per poi spaziare verso il bagaglio napoletano. Una vera e propria antidiva per molti versi, ma in grado i conquistare il pubblico fin dagli albori, grazie al duo Le romanine che la vede in coppia con Luisa De Santis, al debutto ne La Fiera dei sogni, il programma di Mike Bongiorno del ’64.



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