Galli: “No segnali di terza ondata”/ “Contare test antigenici può creare confusione”

- Davide Giancristofaro Alberti

Non sembrerebbe esservi una terza ondata di covid all’orizzonte in Italia. Lo ha sottolineato il professore del Sacco, Massimo Galli

Massimo Galli
Professor Massimo Galli, direttore rianimazione Ospedale Sacco Milano (LaPresse, 2020)

Sono alquanto positive le previsioni del professore Massimo Galli, dell’ospedale Sacco di Milano. Stando allo stesso non sembrerebbe esservi una terza ondata di covid all’orizzonte. “Siamo in una situazione abbastanza statica – ha spiegato, intervistato stamane dai microfoni di RaiNews24 – non così migliorata per poter cantare vittoria, ma negli ultimissimi giorni senza palesi segni di peggioramento, quelli che paventavamo soltanto una settimana fa. Bisogna avere i nervi saldi e avere la capacità di gestire giorno dopo giorno come vanno le cose”. Buone nuove quindi, anche se ovviamente è presto per un “liberi tutti”, e cantare vittoria.

Dallo scorso 15 gennaio sono stati inseriti anche i test antigenici nel computo dei tamponi processati giornalmente, e a riguardo Massimo Galli è concorde con il collega Pregliasco sul fatto che potrebbe creare qualche confusione: “Può generare qualche confusione – dice – ma è talmente importante l’estensione della diagnostica che non mi sento di condannare questa pratica”.

GALLI: “DIFFICILE IMMUNITA’ DI GREGGE ENTRO L’ESTATE”

Massimo Galli era stato intervistato nella giornata di ieri anche dall’agenzia Adnkronos, e in quell’occasione aveva parlato della campagna di vaccinazione, spiegando che raggiungere la famosa immunità di gregge del 70/80% entro l’estate, sarà tutt’altro che semplice: “Abbiamo il vaccino e potremo provarci, ma chiaramente non è così facile”, aggiungendo che “Di preoccupazioni ce ne sono, sono palesi, sono evidenti”. Secondo Galli bisognerebbe lasciare i già contagiati per ultimi: “Ribadisco, ad esempio: perché dobbiamo vaccinare subito 2 milioni di italiani già infettati”, “che magari risulterebbero anche 4 milioni se facessimo qualche test in più?”. Galli aveva aggiunto e concluso: “Avendo dirette conoscenze di una serie di persone, ho significato loro con chiarezza e una certa decisione la mia opinione. Ricevendo come riscontro da alcuni assoluto accordo, da altri allarmata attenzione, da altri ancora l’atteggiamento ‘vabbè, intanto cominciamo a vaccinare e poi vedremo’, che francamente non approvo”.

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