Gbl, inchiesta si allarga/ Racket droga dello stupro a Roma? E’ allarme tra i giovani

- Emanuela Longo

Continua l’inchiesta sul Gbl in tutta Italia: la droga dello stupro diventa un vero e proprio business. Scatta l’allarme anche tra i giovanissimi

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Gbl, Pixabay

Si chiama Gbl, la cosiddetta droga dello stupro, la nuova sostanza potentissima che con una minima quantità è in grado di stordire e arrivare alla over dose. La maxi inchiesta che ha portato nei giorni scorsi all’arresto di 39 persone ha messo in luce un nuovo mondo, quello dei “pusher 2.0”, capaci di muoversi nel dark web ordinando decine di flaconi di Gbl provenienti soprattutto dall’estero, da rivendere poi nelle principali pizze di spaccio di tutta Italia. E per espandere il raggio di affari, i pusher delle nuove sostanze hanno allargato i propri orizzonti approdando nei salotti vip, nei locali della movida e perfino nelle scuole e sui red carpet dei celebri eventi artistici.

Ma cosa si nasconde dietro questo nuovo e preoccupante fenomeno sempre più in espansione? Da una parte c’è il desiderio costante di sballo una tantum. Quello che coinvolge giovani ma anche persone di mezza età con l’istinto a trasgredire spingendosi sempre più oltre. Dall’altra c’è un giro di affari non indifferente. Un business che nella Capitale, punto nevralgico e principale centro di importazione in Italia della droga dello stupro, vede la presenza di due gruppi impegnati a spartirsi la piazza.

Gbl, il business a Roma: inchiesta si allarga

Il Gbl di recente è finito al centro di numerosi casi di cronaca che hanno evidenziato la variegata e trasversale rete di trafficanti e consumatori di queste nuove droghe sintetiche. E’ quanto emerso da una recente inchiesta della Procura di Roma che ha bloccato oltre 290 spedizioni in tutta Italia per un volume d’affari di circa 4,8 milioni di euro. Un vero e proprio business il cui segreto era quello di ampliare la rete attraverso il passaparola di persone di spicco, come emerso dalle testimonianze di quella che gli inquirenti hanno ribattezzato la “famiglia romana”. Al suo interno, tra gli altri, anche Danny Beccaria, Rosa Trunfio e – pare – il marito.

Come emerge dall’inchiesta che ha portato ai 39 arresti, Beccaria avrebbe creato un giro di affari all’interno dei locali notturni e la sua clientela sarebbe particolarmente variegata: “personalità politiche, conduttori radiofonici ed appartenenti alle forze dell’ordine”. Un secondo gruppo, quello di Ostia, rappresenterebbe un’ulteriore banda (collegata alla prima) e dedita allo spaccio laziale. Personaggio di spicco è la Trunfio, che avrebbe contatti anche fuori dalla Capitale, tra cui Napoli.

La piaga della droga dello stupro anche tra i giovanissimi

L’inchiesta in atto sul Gbl riguarda tutta Italia e sottolinea diversi casi estremi spesso di totale disperazione sia legati all’uso che allo spaccio della sostanza. Nel Bolognese è emersa in queste settimane una storia choc: un padre dedito all’importazione della droga dello stupro attraverso il dark web e coltivatore di marijuana aveva assoldato il figlio per spacciare tra i suoi coetanei. Quando il giovane è stato ricoverato per un abuso di erba, l’unica preoccupazione dell’uomo era legata proprio alle sue attività illecite.

L’allarme sarebbe scattato anche tra i più giovani dopo il coinvolgimento nell’inchiesta di un professore delle medie, in una scuola in provincia di Cremona. L’insegnante si sarebbe fatto recapitare presso l’istituto scolastico direttamente dall’Olanda (principale rotta) 13 flaconi di sostanza sintetica, forse destinati proprio ai giovani studenti. La droga dello stupro conosce ad oggi diversi utilizzi. Oltre alla classica bustina o alla sostanza disciolta nel drink per stordire una ragazza conosciuta in un locale e abusarne sessualmente, il Gbl chiamato anche “Gocce ko” e “Liquid Ecstasy” viene impiegato anche per inibire e rendere più coinvolgente le situazioni di sesso estremo. Tra le ultime inchieste ce ne sarebbe anche una relativa all’arresto di un 46enne di Ancona, il quale deteneva 10 litri di Gbl (circa 12mila dosi per un valore di mercato di 40mila euro). La droga, secondo gli inquirenti, sarebbe stata utilizzata in un circuito ben preciso: quello delle orge di soli uomini da organizzare in alcuni appartamenti privati della città. Festini hot, dunque, che ancora una volta sono connessi al traffico di droga dello stupro.



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