Genova, 51enne ucciso di botte perchè scambiato per pedofilo/ Arrestato 19enne

- Davide Giancristofaro Alberti

A Genova un 51enne è stato massacrato di botte e ucciso in quanto accusato ingiustamente di essere un pedofilo: in manette un 19enne, indagato un 17enne

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Vicenda choc in quel di Genova dove un uomo di 51 anni è stato massacrato di botte e ucciso perchè scambiato per un pedofilo. In carcere è finito il 19enne Daniel Borsi, arrestato con l’accusa di aver assassinato Sergio Faveto, ingegnere informatico disoccupato che era stato picchiato in piazza Unità d’Italia lo scorso 3 agosto. Dopo quasi un mese e mezzo di agonia, il 15 settembre successivo il 51enne morì a causa delle gravissime ferite riportate. Il 19enne è ora accusato di omicidio preterintenzionale aggravato dai futili motivi, e stando a quanto sostengono gli inquirenti, così come si legge su TgCom24.it, l’uomo sarebbe stato vittima di un raid punitivo in quanto accusato ingiustamente di pedofilia.

Faveto aveva riportato calci e pugni al volto e all’addome e ad assistere alla terribile scena, la sera del 3 agosto, vi sarebbero stati anche una ragazza e un altro giovane: le autorità stanno cercando di capire le eventuali loro responsabilità. Sergio Faveto la scorsa estate se ne stava seduto tranquillo sui giardinetti, e TgCom24.it lo descrive come un “uomo fragile e solo e con una gran voglia di parlare con qualcuno”.

GENOVA, ACCUSATO DI ESSERE UN PEDOFILO: UCCISO DI BOTTE. LE CHAT DOPO IL PESTAGGIO

Un vicino di casa lo ha visto e lo ha preso a schiaffi, accusandolo di pedofilia, e ciò avrebbe scatenato la scintilla che avrebbe portato poi ad “una vera e propria spedizione punitiva”, come scrive il gip. Faveto era riuscito ad allertare le forze dell’ordine, ma in seguito era stato buttato a terra e quindi massacrato di botte, fino a che le sirene non hanno fatto scappare il 19enne arrestato.

Attraverso le indagini emergono anche delle intercettazioni choc ora al vaglio degli investigatori: “Si sono vantati di aver picchiato un signore che poi è morto – quanto confidato da un giovanissimo a suo padre -, raccontavano le cose perché finché non era morto erano tutti presi bene. ‘Siamo dei grandi, l’abbiamo picchiato’, dicevano”. I ragazzi, quando il 51enne è morto a settembre, si erano affrettati a cancellare tutte le chat, ma i tecnici sono comunque riuscite a recuperarle. Oltre all’arrestato sul registro degli indagati figura anche un 17enne, attualmente non raggiunto da alcuna misura cautelare.







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