Giampiero Galeazzi/ Dall’impresa dei fratelli Abbagnale a Gorbaciov

- Michela Colombo

Giampiero Galeazzi: vita e carriera dell’iconico giornalista e commentatore sportivo, scomparso solo lo scorso 12 novembre 2021, dopo lunga malattia.

Galeazzi
Giampiero Galeazzi, alla Canottieri Roma nel 2019 (LaPresse)

GIAMPIERO GALEAZZI E QUEL LEGAME COI FRATELLI ABBAGNALE

E’ scomparso solo pochi giorni fa Giampiero Galeazzi, storica voce dello sport, narratore di alcune delle più belle imprese del’Italia, ma anche sportivo, giornalista e conduttore apprezzatissimo dal pubblico: andiamo dunque a ripercorrere brevemente la sua vita. Nato nel 1946 a Roma, Galeazzi fin da giovane segue le orme del padre (che fu campione europei nel “due senza” del 1932) e si dedica al canottaggio: nel 1967 diventa campione italiano juniores, ma purtroppo nello stesso anno non riesce a passare le selezioni per le Olimpiadi che si sarebbero tenute un anno dopo in Messico. Non lasciata la carriera sportiva, pure si avvicina alla Rai e ben presto viene assunto come giornalista sportivo: debutta alla radio ed è proprio in quegli anni che gli viene affibbiato il noto soprannome di “Bisteccone “ (appioppatogli da Gilberto Evangelisti).

Giampiero Galeazzi si mette ancora in luce commentando i Giochi di Monaco nel 1972, ma nello stesso anno passa alla tv, dove diventa ben presto voce sempre più autorevole in diversi programmi della Rai. Nel 1988 è cornice indimenticabile dell’impresa dei fratelli Abbagnale ai Giochi di Seul: Giampiero Galeazzi entra ancora di più nei cuore degli Italiani e fa la storia. Sempre legata al canottaggio la telecronaca a cui rimane più affezionato: siamo ai giochi di Sydney quando Antonio Rossi e Beniamino Bonomi trovano la medaglia d’oro nei K2 1000 metri “Si guarda a sinistra, si guarda a destra: vince l’Italia”.

GIAMPIERO GALEAZZI: IL TENNIS, IL CALCIO E LA FAMIGLIA

Ma non è solo il canottaggio a suscitare a Giampiero Galaezzi le cronache e i commenti più riusciti: anche il tennis riserva grandi emozioni per il telecronista come pure il calcio,  cui si dedica specialmente dagli anni 80 in avanti, diventando inviato speciale per la Domenica sportiva, e commentando le principali partite del campionato di Serie A (indimenticabili le sue interviste bordo campo, in primis a Diego Armando Maradona). Ma non solo: nella lunga carriera da giornalista Giampiero Galeazzi fu anche inviato Rai allo storico incontro tra Gorbaciov e Reagan nel 1986 a Reykjavik, dove pure si tenne l’incontro per la Coppa dei campioni tra Valor e Juventus.

Negli anni novanta segue diverse rubriche e prende parte a parecchi programmi tv anche di intrattenimento (ricordiamo le sue performance comiche a Domenica In)) e pure nel 1996 arriva a San Remo, su richiesta dello stesso Pippo Baudo e si da al doppiaggio, con il film di animazione Space Jam, per il personaggio di Mr. Swackhammer. Ancora sono presenze in tv come commentatore sportivo, ma man mano queste si diradano, specie in questi ultimi dieci anni. Ammalato da tempo, Giampiero Galeazzi ci lascia solo il 12 novembre a 75 anni. Ricordiamo che il noto giornalista era sposato con Laura: nel matrimonio nacquero due figli, Susanna e Gianluca, anch’essi giornalisti.

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