Gianluigi Paragone/ “Green pass per la scuola? A settembre aspettiamoci rivolte”

- Carmine Massimo Balsamo

Gianluigi Paragone contro il governo: “Vogliono tappare la bocca al dissenso. Chi rema contro la narrazione dominante, finisce emarginato”

gianluigi paragone
Gianluigi Paragone (Stasera Italia, 2021)

Gianluigi Paragone durissimo contro il governo. Il leader di Italexit, ex volto di spicco del Movimento 5 Stelle, ai microfoni de La Verità ha lanciato l’allarme rivolte per la scuola ma non solo. «Io pretendo semplicemente che sia garantita la libertà di scelta, senza etichettature e discriminazioni. Almeno finché il vaccino non diventerà espressamente obbligatorio», ha spiegato il senatore, definendo il green pass un provvedimento «illiberale e incostituzionale».

Nel corso del suo intervento, Gianluigi Paragone ha invocato le dimissioni del ministro Luciana Lamorgese, nonché di questori e prefetti, rei di aver consentito i festeggiamenti di piazza durante gli europei e, oggi, di vietare le manifestazioni di dissenso contro il certificato verde. Ed è netto contro chi lo accusa di propagare fake news: «L’unica fake news certificata è il libro del ministro Speranza. Scritto, stampato e poi ritirato dalle librerie. Un’ammissione implicita di aver sbagliato tutte le previsioni».

GIANLUIGI PARAGONE: “VOGLIONO TAPPARE LA BOCCA AL DISSENSO”

Nelle ultime settimane s’è parlato molto della ripartenza della scuola e si fa largo l’ipotesi di consentire il rientro in aula solo con il green pass. Gianluigi Paragone ha ammonito sul possibile aut aut o vaccino o dad: «Anche quella è una scelta profondamente sbagliata. I ragazzi sono spinti verso il vaccino perché chiedono ossigeno e libertà. Ma le madri faranno scoppiare un pandemonio. Vedrete, sulla scuola a settembre aspettiamoci rivolte. E la rivoluzione sarà guidata dalle donne». Il senatore di Italexit è poi tornato sullo scenario di governo militare prospettato da Sorgi, sottolineando che non si tratta di un’acrobazia lessicale: «Se l’ex direttore del Tg1 arriva a scrivere “a mali estremi, estremi rimedi”, tutto si tiene. Dunque combattere contro il pensiero unico significa fare un favore alla democrazia. A meno che non vogliano fare entrare i militari anche nelle redazioni dei giornali». Secondo Gianluigi Paragone, infatti, il servizio pubblico è diventato servizio di Stato, denunciando inoltre che la Rai ha comunicato che sui vaccini non esiste la par condicio: «Vogliono tappare la bocca al dissenso. Chi rema contro la narrazione dominante, finisce emarginato»



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