GIOVANI E LAVORO/ Genitori e figli, come scegliere la scuola superiore

- Giorgio Spanevello

Anche quest’anno le famiglie italiane si apprestano a una delle incombenze più problematiche: la scelta della scuola superiore per i propri figli

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(LaPresse)

Anche quest’anno le famiglie italiane si apprestano a una delle incombenze più problematiche: la scelta della scuola superiore per i propri figli. Lo stanno facendo in un momento non troppo favorevole rispetto ai temi dell’istruzione italiana. I dati Ocse, recentemente pubblicati, riportano un quadro del nostro sistema formativo per nulla rassicurante, tenuto conto che si basano sui risultati in termini di competenze di base degli allievi, cosa quanto mai indicativa della reale situazione. A questo si aggiungono altri fattori di preoccupazione che vanno dai dati relativi alla soddisfazione degli allievi riguardo alla propria scelta di scuola, che da alcuni studi pubblicati vedono insoddisfatti oltre il 20% degli studenti che si apprestano a terminare il ciclo di studi, al fatto che circa il 30% degli occupati italiani svolge un lavoro non congruente con il percorso di studi compiuto, unito al continuo aumento del numero dei Neet e ai dati di disoccupazione giovanile costantemente attorno al 30% e per finire alle scelte a volte parziali e contraddittorie effettuate dal Miur negli ultimi anni riguardo principalmente al sistema di Alternanza Scuola Lavoro (oggi Pcto) e alla normativa dell’Esame di Stato più volte cambiata con l’avvicendarsi dei Governi.

Un quadro come quello descritto può certo preoccupare chi, principalmente i genitori, si appresta alla scelta. Vale quindi la pena di spendere un po’ di tempo per alcune considerazioni che potrebbero risultare utili, se non altro per cercare di compiere, nel confuso e ridondante quadro di proposte offerto dalla secondaria di secondo grado, una scelta ragionata e di buon senso.

Una scelta importante ma non così drammatica. La scelta della scuola superiore è certamente una scelta importante, ma può condizionare il futuro del giovane solo in parte. Il nostro sistema formativo ha avuto negli ultimi anni un’evoluzione che ha portato tutti i tipi di scuola superiore verso modelli che si avvicinano molto gli uni agli altri soprattutto pensando all’aumento delle discipline di base e culturali negli istituti tecnici e professionali e al tentativo di portare anche l’istruzione liceale verso una formazione più applicativa. Considerando che l’adeguamento al sistema europeo porterà nel prossimi anni il ciclo di studi delle superiori a quattro anni e che le competenze sempre più evolute richieste dal mondo del lavoro comportano la necessità di ulteriore specializzazione dopo la scuola superiore (Università o Its), si comprende come la formazione di tutte le scuole superiori si stia indirizzando verso l’erogazione di solide competenze di base (culturali e tecnico scientifiche) che poi andranno ulteriormente sviluppate in vista del lavoro. Da questo punto di vista la scelta di un liceo rispetto a un istituto tecnico o professionale non è più cosi vincolante, potendo un giovane intraprendere qualsiasi strada di specializzazione successiva, con in mano un’indispensabile “cassetta degli attrezzi” di competenze acquisite.

L’orientamento scolastico e le aspettative dei giovani. L’insoddisfazione riguardo a una scelta di scuola superiore, evidenziata da alcuni studi, pone le basi principalmente su aspettative generate nello studente e non corrisposte durante il ciclo formativo. L’attuale sistema di orientamento, principalmente basato sull’attività delle singole scuole, non è certo d’aiuto. Spesso “vetrine delle scuole” con mirabolanti esposizioni di iniziative ed esperienze laboratoriali, non sono poi seguite nel normale svolgimento delle lezioni da altrettanto attrattive attività. Meglio quindi affidarsi a sistemi di orientamento basati su progetti di territorio che comprendano tutta l’offerta formativa e si basino su indicazioni oggettive. Quanto poi alle reali possibilità di assunzione e di futura carriera al termine degli studi la cosa più opportuna è affidarsi a dati certi legati a studi di settore come il rapporto Excelsior redatto annualmente da Unioncamere e liberamente disponibile su internet, che professione per professione, titolo di studio per titolo di studio e zona per zona definisce chiaramente quali sono le professioni più richieste, piuttosto che fidarsi dei consigli più o meno interessati e non statisticamente fondati di pseudo esperti o di amici.

Un momento di dialogo familiare. In un mondo nel quale anche nei rapporti familiari il dialogo è sempre meno presente, una scelta serena della scuola superiore può essere un positivo pretesto per cercare di aprire un dialogo con il proprio figlio adolescente. Se è vero che a quattordici anni un ragazzo forse non ha la personalità e le idee chiare per una scelta ragionata, sicuramente può essere aiutato dal genitore a definire in modo obiettivo le proprie inclinazioni e le proprie aspirazioni. Condividere le scelte e ragionare in modo aperto, supportati da dati e studi seri, può aiutare entrambi (genitori e figli) a togliere dubbi e ansie. Le vacanze di Natale potranno essere, per chi non ha già le idee chiare, un momento nel quale prendersi del tempo per parlare con i propri figli, capire le loro inclinazioni e cercare di indirizzarli nel modo migliore.

Un progetto di vita. Quella della scuola superiore non è certo la scelta della vita, ma comunque è un primo passo verso quello che può essere un futuro avvenire personale. È quindi il caso di iniziare a ragionare, slegandosi da schemi tradizionali, su un progetto personale di vita che preveda anche possibilità e scelte al termine delle superiori. È infatti sempre più in discussione lo schema che chi ha frequentato un liceo debba necessariamente completare gli studi con l’Università o che chi ha frequentato un professionale abbia come unico sbocco il lavoro. Siamo nella situazione comunque di dover dare ai giovani una solida preparazione di base che poi possa essere completata con studi di specializzazione professionalizzante come gli Its o altri corsi indirizzati alla formazione dei tecnici. È sempre da ricordare che mai come ora, nel mondo tecnologico di Industry 4.0, la formazione dell’individuo dovrà protrarsi per continuo aggiornamento di competenze anche durante l’intera carriera lavorativa.

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