Giovanna Mezzogiorno/ “Peter Brook? Perdo un maestro, mi ha rimesso in riga”

- Carmine Massimo Balsamo

Il cordoglio dell’attrice Giovanna Mezzogiorno per la morte di Peter Brook, un “secondo padre”: “Un genio rigoroso e umanissimo”

Giovanna Mezzogiorno
Giovanna Mezzogiorno

Mondo del teatro in lutto per la morte di Peter Brook, maestro di livello internazionale. Chi ha condiviso il palco con lui è Giovanna Mezzogiorno, a 20 anni protagonista nel suo laboratorio scenico, fino al debutto al teatro Les Bouffes du Nord nel ruolo di Ofelia in “Qui est là”. “La scomparsa di Peter Brook lascia senza un pezzo di umanità, oltre che senza fiato”, le parole dell’attrice ai microfoni di Repubblica.

 “Sembrava essere un artista eterno”, la commozione di Giovanna Mezzogiorno. Per l’attrice la dipartita di Peter Brook è una perdita enorme per la scena, ma anche per la società: “Ha regalato a milioni di persone un pozzo di sapere, rigore, maestria. Per me è stato un secondo padre, gli devo tutto”.

Giovanna Mezzogiorno: “Peter Brook mi ha rimesso in riga”

“E’ stato il mio maestro, il mio secondo padre, gli devo tutto”, ha ribadito Giovanna Mezzogiorno ai microfoni de Il Messaggero. L’attrice italiana ha ricordato che la prima esperienza al fianco di Peter Brook fu complessa, esaltante e durissima: “Mi ha rimesso in riga. E mi ha insegnato quel rigore esasperato di cui ancora oggi, nel lavoro, non posso fare a meno”. Giovanna Mezzogiorno ha ricordato che Brook preferiva un distacco tra lavoro e vita privata, celebrando la sua grande severità in scena: “Non ammetteva errori. Guai a sgarrare, con lui. Una volta che sbagliai una battuta, o forse arrivai in ritardo, per punizione mi spedì in panchina per una settimana con l’obbligo di prendere appunti durante le prove. Ma era giusto così. Ho solo il rammarico che papà, mancato nel 1994, non mi abbia vista in scena”. L’ultimo incontro risale a venti anni fa, il regista le disse di aver visto alcuni suoi film di successo: “Mi disse: ‘Sapevo che prima o poi il cinema ti avrebbe rubata a noi, al teatro’. A ripensarci, ancora mi commuovo”.







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