Giovanni Lindo Ferretti “preghiera è affidarsi e fa paura”/ “Pregando restiamo umani”

- Marta Duò

Giovanni Lindo Ferretti a La Verità parla del suo rapporto con la preghiera come strumento per restare umani in una realtà sempre più mutevole, tra tecnologia e abuso di medicinali

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Giovanni Lindo Ferretti è musicista e scrittore e sa tratteggiare con poche, precise parole il quadro della società e della situazione odierne: “siamo nello sfacelo – afferma seccamente nell’intervista rilasciata in esclusiva a La Verità – Per questo dico che ogni giorno, con molta attenzione, bisogna riflettere su che cosa vada difeso e che cosa invece combattuto. È un processo che ciascuno deve affrontare in solitudine, io preferisco concentrarmi sulla preghiera, perché bisogna comunque pregare”.

Un gesto, quello di pregare, che secondo Giovanni Lindo Ferrettifa paura perché è un affidarsi, un riconoscere che non sei tu l’origine e la dimensione del mondo”. Secondo l’intellettuale e artista, infatti, “noi ci affacciamo alla vita e non abbiamo chiare le regole d’ingaggio. E non sapendole facciamo finta di essere noi i padroni del mondo”. Nella sua visione del mondo, raccontata nella lunga intervista a La Verità, spiega che “noi non decidiamo niente. Accettare che questo è il punto di partenza. Ognuno di noi nel mistero della vita è una particella infinitesimale soggetta ad ogni turbinio di aria, la condizione umana ha dei limiti inderogabili”.

Giovanni Lindo Ferretti: “si prega nella miseria del proprio quotidiano”

Il tema della preghiera per Giovanni Lindo Ferretti è quanto mai fondamentale perché capaci di ancorarci a noi stessi in una realtà che invece invoca continuamente il mutamento più estremo e veloce. Pregare è accettare i propri limiti, come illustra a La Verità, e “non si prega perché si è santi, perché altrimenti non ci sarebbe bisogno di pregare. Santi qua non ce n’è. Si prega nella quotidianità, nella miseria del proprio quotidiano, della propria personalità, della propria incapacità di vivere una vita degna e piena”.

E dedicare del tempo alla pratica delle preghiera permette di percepire “qualsiasi sia la dimensione del tuo vivere, dalla più miserevole alla più eccelsa – che la preghiera ha il suo posto e inonda di bene qualsiasi situazione in cui ti trovi a praticarla”. Ma per Giovanni Lindo Ferretti c’è anche di più: “la preghiera è l’unica cosa che ci permette oggi di professare la nostra umanità. Possono pregare anche gli assassini, i distruttori. La preghiera è ciò che fa sì che l’uomo rimanga uomo, non perché è buono e bravo, ma perché ha coscienza del mistero che sta intorno alla vita umana”.

Giovanni Lindo Ferretti: “oggi eccessivo abuso di chirurgia e medicinali”

Giovanni Lindo Ferretti, intellettuale, scrittore e musicista, nella sua intervista a La Verità parla della modernità anche sotto un altro punto di vista: “Quando dico che siamo all’interno di un mutamento antropologico è perché vedo mutare i corpi intorno a me. L’abuso che noi facciamo della chirurgia estetica, questa diffusione del tatuaggio che copre la pelle, l’uso dei medicinali per qualsiasi necessità fisica… Tutto questo ha assunto dimensioni macroscopiche” e si scaglia anche contro la “presenza ossessiva dell’aiuto psicologico e sociologico, quasi che gli uomini fossero essere incapaci e avessero costante bisogno di un tutor, di qualcosa che li sostenga”.

Un mutamento che è semplicemente tale e in cui non sembra ravvisare connotazioni positive. Per Giovanni Lindo Ferretti infatti “il massiccio utilizzo che abbiamo fatto della tecnologia” ha prodotto un cambiamento così rapido “che si fa fatica persino a percepire il mutamento, che però è in atto, ed è profondo. Non riguarda solo la mente, ma anche il corpo in cui la psiche vive dalla nascita alla morte”. E l’appiglio, ancora una volta, è proprio la preghiera nonostante sia “scomparsa, e pensare che siamo una civiltà che si è costruita partendo dall’ora et labora. L’ora è scomparso, e noi la chiamiamo libertà”.





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