Giudice uccise moglie: Gran Muftì lo condanna a morte/ Vittima era conduttrice tv

- Alessandro Nidi

Gran Muftì condanna a morte un giudice per l’omicidio di sua moglie, la conduttrice tv Shaimaa Gamal: ma c’è ancora possibilità di ricorso

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Immagine di repertorio (Pixabay)

Il tribunale del Cairo ha emesso una condanna a morte preliminare per il marito (giudice di professione) della presentatrice televisiva Shaimaa Gamal, assassinata. Come spiega il sito “Ahram Online”, il ricorso al Gran Muftì è una procedura necessaria prima di emettere una sentenza di morte, secondo la legge egiziana, anche se il parere religioso del Muftì non è vincolante; vi è, infatti, ancora possibilità di appello. Il rinvio a giudizio degli imputati, l’assassino e il suo complice, è avvenuto a due settimane di distanza dalla denuncia del crimine da parte di quest’ultimo, che ha parlato in Procura e ha rivelato che era stato il giudice Ayman Haggag a uccidere la moglie per “dispute”.

Haggag aveva inizialmente denunciato la scomparsa della consorte da un complesso commerciale nella città di 6 ottobre a Giza. Tuttavia, il secondo imputato ha condotto gli inquirenti al luogo di sepoltura della vittima dopo aver denunciato il crimine. L’accusa ha incriminato il giudice Haggag per l’omicidio della moglie dopo aver ascoltato le testimonianze di 10 persone e le confessioni dei due imputati. Il magistrato ha complottato per uccidere la sua dolce metà dopo che lei lo aveva ricattato, chiedendogli del denaro in cambio del suo silenzio su alcuni “segreti” (al momento non si sa di cosa si tratti).

GIUDICE CONDANNATO A MORTE PER L’OMICIDIO DI SUA MOGLIE: LA RICOSTRUZIONE DEL DELITTO

Stando a quanto scritto da “Ahram Online”, il giorno dell’omicidio il giudice avrebbe attirato la moglie Gamal in una fattoria isolata a Giza, dove l’avrebbe colpita con il calcio di una pistola e l’avrebbe strangolata servendosi di un pezzo di stoffa, mentre El-Gharably (il complice) la teneva in braccio. I due avrebbero poi messo il corpo di Gamal in una tomba di fortuna e l’avrebbero inzuppato di un liquido corrosivo per renderlo irriconoscibile.

L’esame forense ha confermato che la causa della morte è stata lo strangolamento, aggiungendo che il DNA degli imputati è stato trovato sul panno usato per uccidere la vittima. Le indagini hanno anche rivelato che i telefoni cellulari della vittima e degli imputati si trovavano in prossimità dello stesso ripetitore vicino alla fattoria. Tuttavia, durante la prima udienza, il giudice Haggag aveva affermato di aver ucciso la moglie Gamal per legittima difesa dopo che lei lo aveva aggredito con un coltello. L’accusa, però, ha replicato dicendo che non è stato trovato alcun coltello sulla scena del crimine e che il magistrato non aveva mai parlato di autodifesa prima di quel momento.







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