Giulia Scaffidi, 17enne morta di anoressia/ Il fratello: “Uccisa dai miti del web”

- Carmine Massimo Balsamo

Una vita spezzata dall’anoressia quella di Giulia Scaffidi, morta ad appena diciassette anni: la denuncia della famiglia

giulia scaffidi
Foto: Pixabay

È grande il dolore per la morte di Giulia Scaffidi. Una giovane di 17 anni morta a causa dell’anoressia, una tragedia che ha sconvolto la comunità di Lodi e l’opinione pubblica nazionale. La giovane studentessa è deceduta giovedì all’ospedale di Lodi dove era ricoverata, a un mese dal diciottesimo compleanno. «Attenzione ai falsi messaggi che arrivano dal mondo delle fashion blogger e dai social. Se aspirate ad apparire più belle, non è rinunciando al cibo che lo raggiungerete», il messaggio di Tony Scaffidi, fratello della vittima.

Come riportato dai colleghi del Corriere della Sera, Giulia Scaffidi soffriva di anoressia da tre anni ed era arrivata a pesare 26 chili. Una situazione difficile, soprattutto dal punto di vista psicologico, come raccontato dal fratello: «Ma lei si vedeva perfetta così: si truccava ogni giorno, usava creme per il viso e smalti per far risaltare quella bellezza che, dal suo punto di vista, aveva finalmente raggiunto».

GIULIA SCAFFIDI, MORTA DI ANORESSIA A 17 ANNI

Come raccontato dai familiari, la 17enne ha iniziato il percorso verso l’abisso dell’anoressia è iniziato con le normali diete, divenute sempre più pesanti con il passare dei mesi. La madre di Giulia Scaffidi, Elena, ha spiegato che la giovane sognava una vita nel mondo della moda e per questo aveva il tarlo della perfezione fisica attraverso la magrezza: «Non sa le guerre che abbiamo fatto quando ci siamo accorti che aveva iniziato a nascondere il cibo. La prima volta l’abbiamo ricoverata a Piacenza. È rimasta in cura per quattro mesi e quando è uscita dall’ospedale sembrava aver imboccato la via della guarigione», le parole dei cari di Giulia Scaffidi al Corriere. Le cose sono nuovamente peggiorate, con la studentessa arrivata a bere solo acqua bollente per perdere peso. Un susseguirsi di ricoveri non sono serviti, quattro giorni fa si è verificata la tragedia. E la famiglia della vittima è netta per evitare che il dramma si ripeta: «A dare l’esempio deve iniziare lo stesso mondo che loro cercano di emulare. Le fashion blogger diano l’esempio per prime, evitino di accostare il raggiungimento della forma perfetta ai sacrifici alimentari. Si è belle anche con qualche chilo in più. Io sono pronto a dare una mano se serve. A mostrare le foto di come era diventata Giulia perché altre ragazze non cadano più in quest’errore».



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