Giulio Gallera/ “Numeri dei casi positivi in Lombardia non ci preoccupano”

- Carmine Massimo Balsamo

Giulio Gallera a Tg Com 24 fa il punto sulla pandemia da coronavirus in Lombardia: “Situazione sotto controllo, saremo più pronti in caso di recrudescenza”

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Giulio Gallera, assessore al Welfare di Regione Lombardia (Foto LaPresse)

«Se ci avessero dato il libretto delle istruzioni, avremmo commesso meno sbagli. Nelle disposizioni del 22 febbraio c’era scritto che per l’Oms il rischio che il coronavirus arrivasse in Europa era moderato»: così Giulio Gallera, assessore al Welfare di Regione Lombardia, ai microfoni di Tg Com 24. L’esponente forzista è tornato sull’emergenza sanitaria che ha colpito la Regione – la più colpita d’Italia – evidenziando che ormai il peggio sembra essere alle spalle: «Noi siamo stati colpiti alle spalle da qualcosa che non conoscevamo, oggi lo conosciamo: il sistema lo stiamo mettendo a punto, non solo negli ospedali, dove la Lombardia ha saputo modificarsi, ma anche sul territorio. Abbiamo un sistema di sorveglianza molto strutturato, sicuramente stiamo tenendo sotto controllo la situazione e saremo più pronti in caso di recrudescenza».

GIULIO GALLERA: “NUMERI NON CI PREOCCUPANO”

Giulio Gallera si è poi soffermato sui focolai registrati negli ultimi giorni, citando un caso su tutti: «Uno dei casi è nato perché un pediatra di famiglia ha segnalato una bambina con una temperatura un po’ alta. E’ stato fatto il tampone anche al padre, è risultato positivo, poi è stato fatto a tutti i colleghi ed a tutti i laboratori». Una battuta sull’ospedale di Fiera Milano City: «L’abbiamo fatto perché se questa ondata, che fortunatamente ha colpito poche province della Regione, fosse arrivata con la stessa intensità su Milano, sarebbe stato drammatico. Resta dentro il piano di potenziamento delle terapie intensive, chiesto dal Governo, che abbiamo approvato e inviato al ministero». Infine, sui dati dell’epidemia degli ultimi giorni: «I numeri non ci preoccupano più di tanto: i dati dei ricoverati in terapia intensiva si sono drasticamente ridotti. Quando parlo con i nostri ospedali mi dicono che i pazienti che individuano sono paucisintomatici oppure debolmente positivi».

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