MAFIA, ARRESTATO FRATELLO VEDOVA SCHIFANI/ Rosaria Costa “Per me è morto”

- Davide Giancristofaro Alberti

Mafia, arrestato il fratello della vedova di Vito Schifani. Il durissimo commento di Rosaria Costa, la donna che commosse l’Italia

Falcone e Borsellino
I giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino (LaPresse)

Sono arrivate le parole di Rosaria Costa, la vedova dell’agente Vito Schifani, in merito all’arresto per mafia del fratello Giuseppe: “Mi dissocio da tutti, da mio fratello e da questi mafiosi che avvelenano il mondo – le dichiarazioni della donna al Corriere della Sera – Per me è morto ieri”. La vedova Schifani ha aggiunto: “Se le accuse saranno provate dovranno buttare le chiavi della cella. La legge è uguale per tutti. Non sono vicina io a quest’uomo che il destino mi ha assegnato come una croce, adesso sono pronta a ripudiarlo. E’ come se fosse morto ieri purtroppo. Sono devastata. Ma la mafia non mi fermerà”. Anche Emanuele Schifani, figlio di Vito e nipote dell’arrestato, ha preso le distanze da Giuseppe Costa: “Con mio zio non c’erano rapporti. Da tempo. Zero rapporti”, le parole rilasciate all’agenzia Adnkronos dal capitano della guardia di finanza: “Purtroppo, chi rimane lì, o muore o diventa come loro…Per combattere bisogna allontanarsi, riorganizzarsi e tornare più forti”. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

MAFIA, ARRESTATO FRATELLO VEDOVA SCHIFANI

E’ stato arrestato Giuseppe Costa, il cognato di Vito Schifani. Questi era uno dei tre poliziotti morti nella strage di Capaci, durante il tristemente noto attentano al magistrato Giovanni Falcone e alla moglie Francesca Morvillo, del 23 maggio del 1992. La misura cautelare in carcere è stata emessa nell’ambito dell’operazione eseguita dalla Direzione Investigativa Antimafia di Palermo, e che ha portato all’arresto del boss della mafia siciliana Gaetano Scotto. Fra le persone finite in manette, appunto, anche il fratello della vedova di Vito Schifani, famosa per il suo disperato appello in chiesa durante il giorno dei funerali. “Vi perdono – urlò in chiesa tra le lacrime quel giorno, discorso che passò su ogni tv – però vi dovete mettere in ginocchio”. Come riferisce l’edizione online di TgCom24.it, citando gli inquirenti, Costa avrebbe riscosso il pizzo per il clan dell’Arenella, e di conseguenza sarebbe finito dietro le sbarre.

GIUSEPPE COSTA, IN MANETTE IL COGNATO DI SCHIFANI: I DETTAGLI

Si tratta quasi di uno sfregio per la famiglia Schifani, visto che la moglie era di fatto divenuta l’emblema del dolore di un paese intero a seguito della morte di Falcone, e degli attentati sanguinari di quei terribili anni ’90 che porteranno poi all’assassino anche del giudice Borsellino. Giuseppe Costa è accusato di associazione mafiosa, e oltre a riscuotere il pizzo, avrebbe assistito i parenti dei carcerati, nonché gestito la cassa della nota famiglia di Vergine Maria. Stando a quanto sostenuto dagli investigatori, Giuseppe Costa sarebbe pienamente inserito nelle dinamiche mafiose del clan, al punto che quando il boss della zona, Gaetano Scotto, era stato scarcerato, avrebbe invitato le vittime a dare direttamente il denaro a lui, per rispetto del padrino. Nel blitz avvenuto nelle scorse ore è stato arrestato anche il fratello di Gaetano, Pietro, tecnico di una società di telefonia, anche lui in precedenza accusato nell’inchiesta riguardante l’uccisione di Borsellino.

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