Green pass ristoranti, come funziona controllo/ Nodo documento di identità in decreto

- Silvana Palazzo

Green pass ristoranti, come funziona controllo del documento di identità? Nel decreto c’è un rebus che deve chiarire ora il Ministero dell’Interno

Green Pass Covid
Ursula Von der Leyen presenta il Green Pass Covid (LaPresse, 2021)

Come funziona il controllo del Green pass e del documento di identità nei ristoranti? Il decreto del governo non lo prevede per quest’ultimo, perché le eventuali verifiche spettano alle forze dell’ordine. Un rebus complicato da risolvere, che chiama in causa l’App VerificaC19, dove si specifica che per completare la verifica è necessario confrontare i dati anagrafici riportati con quelli di un documento di identità valido. Dunque, la norma presente nel decreto in vigore da ieri prevede che i titolari o i gestori dei servizi e delle attività sono tenuti a verificare che l’accesso avvenga nel rispetto delle prescrizioni, ma non viene fornito alcun chiarimento. Sul sito del Ministero della Salute, è presente un chiarimento in merito agli operatori che possono verificare la certificazione.

Dell’elenco fanno parte i pubblici ufficiali nell’esercizio delle relative funzioni, il personale addetto ai servizi di controllo delle attività di intrattenimento e di spettacolo nei luoghi aperti al pubblico o in pubblici esercizi, ma anche i soggetti titolari delle strutture ricettive e dei pubblici esercizi nonché i loro delegati, così come il proprietario o il legittimo detentore di luoghi o locali, alla pari dei loro delegati, i gestori delle strutture che erogano prestazioni sanitarie, socio-sanitarie e socio-assistanziali.

GREEN PASS RISTORANTI, IL “REBUS” CONTROLLO

Dunque, il decreto del governo non prevede che i gestori dei locali debbano chiedere il documento di identità ai clienti, ma l’App VerificaC19 fa riferimento ad una verifica successiva dei dati anagrafici. Sarà dunque una circolare del Ministero dell’Interno a prefetti e questori o dello stesso Ministero della Salute a dover fare chiarezza sulle modalità dello svolgimento delle verifiche da eseguire nei luoghi che prevedono di mostrare il Green pass. Intanto il titolare di un’osteria di Roma ha parlato dell’esperienza a livello pratico: ha sistemato un tablet a mo’ di totem all’entrata, quindi chi entra deve esibire il Green pass per ottenere il via libera. Il problema però è quello della legittimità: «Noi non siamo dei pubblici ufficiali e se uno si rifiuta di mostrarmi i documenti cosa gli dico? Mi spaventa il primo no-vax che pretenderà di entrare quasi provocatoriamente. Io non faccio il poliziotto, sono un commerciante», ha detto a Repubblica. Dal 1° settembre invece scatterà un regime diverso, perché con l’entrata in vigore del Green pass sui treni a lunga percorrenza, sulle nave e i traghetti, oltre che sugli aerei. In tal caso bisogna esibire oltre al Green pass anche il documento di identità.



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