Gruber vs Giordano, Lega segnala giornalista a ordine/ “Violato codice professionale”

- Alessandro Nidi

Lilli Gruber sarà segnalata all’ordine dei giornalisti dopo le sue affermazioni contro Mario Giordano: lo comunica la Lega in una nota

lilli gruber michetti
(Otto e mezzo)

La Lega ha deciso di segnalare all’ordine dei giornalisti Lilli Gruber dopo le parole rivolte da quest’ultima al collega Mario Giordano in diretta televisiva. Come sottolineano dalla sede del partito di Matteo Salvini, l’obiettivo è quello di richiedere all’organo regionale presso il quale è iscritta la conduttrice di “Otto e Mezzo”, trasmissione in onda su La 7, una valutazione circa la sussistenza o meno della violazione del codice professionale.

A dare notizia della scelta compiuta dal Carroccio sono state le principali agenzie stampa italiane, non ultima l’Adnkronos, che ha ricostruito con esattezza l’accaduto. Gruber, in particolare, aveva affermato: “Se faccio un verso, sai chi è questo Giordano…”, facendo seguire alla sua uscita un tentativo di imitazione vocale del presentatore di “Fuori dal Coro”. Le considerazioni più pungenti, tuttavia, sono venute dopo.

GRUBER VS MARIO GIORDANO: “PER ME NON È UN COLLEGA, LUI FA INFOTAINMENT”

Nel prosieguo del suo intervento, Lilli Gruber aveva asserito: “Non vorrei mancare di rispetto a nessuno, però per me Mario Giordano non è un collega, e sa perché? Perché intanto ho grande rispetto del giornalismo e dei giornalisti che lo fanno in modo serio. E uno dei principi fondamentali del giornalismo serio è quello di distinguere l’informazione dallo spettacolo. Non vanno mescolati questi due generi, perché il giornalismo è una cosa, lo spettacolo un’altra cosa. Ormai da troppi anni siamo abituati a vedere in televisione il cosiddetto ‘infotainment’, che ha distrutto il giornalismo serio. Diffidate da quelli che vi vogliono vendere la realtà, le informazioni facendovi divertire”.

Come riferito da Adnkronos, Gruber aveva concluso dicendo: “Ma cosa c’entra lo spettacolo con l’informazione, con il giornalismo? Zero. Io vengo da una generazione di giornalisti che facevano dibattiti su come difendere l’informazione seria, distinguendo nettamente da pubblicità e spettacolo. C’è una parte della categoria che fa bene il proprio mestiere e dobbiamo continuare a difendere i principi deontologici per il bene di tutti noi. Mi dispiace per Giordano, ma questo penso di lui e diffido da tutti quelli che spettacolarizzano i fatti, l’informazione”.

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