Guido Crosetto/ “Centrodestra, sulla Rai schiaffo voluto a FdI: la guerra non serve”

- Carmine Massimo Balsamo

Guido Crosetto sul caos nel Centrodestra: “Se la coalizione avesse trovato un accordo, non impossibile, non saremmo in questa situazione”

Guido Crosetto
Guido Crosetto dopo le dimissioni alla Camera (LaPresse, 2019)

Clima di altissima tensione nel Centrodestra, Guido Crosetto invoca unità. Il braccio destro di Giorgia Meloni ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni di Libero ha spiegato che la coalizione si sta sabotando dall’interno, non può mancare un riferimento al caos sul cda Rai: «È una cosa su cui non si può colpevolizzare nessuno al di fuori. Lo stesso vale per il Copasir. Sono vicende che hanno rilevanza istituzionale ma che nascono da problematiche interne».

«Se il Centrodestra avesse trovato un accordo, non impossibile, non saremmo in questa situazione», ha aggiunto Guido Crosetto. A suo avviso qualcuno ha voluto forzare la mano, uno schiaffo voluto politicamente parlando per sperare di scatenare la rissa: «Qualcuno si è messo in testa che il modo per continuare a governare sia proseguire con questa maggioranza Draghi, così come in Europa c’è la maggioranza Ursula: con tutto e il contrario di tutto tenuto insieme da un nemico comune ed un leader staccato da tutti».

GUIDO CROSETTO SUL CAOS NEL CENTRODESTRA

La tensione nel Centrodestra è palpabile e Fratelli d’Italia è pronta a dare battaglia anche sulle candidature alle prossime elezioni, a partire dal candidato per la Calabria. Guido Crosetto ha evidenziato che in tanti godono assai nel vedere scavare dei solchi sempre più profondi nel centrodestra: «I 5 Stelle e il Pd: questo mi sembra banale. E poi una parte di Forza Italia, quella “piddina”, che non vuole più stare col centrodestra: si sta delineando chiaramente». Guido Crosetto ha consigliato a Berlusconi di riprendersi in mano Forza Italia e a Salvini di ascoltare meno quelli che lo spingono a fare guerre nelle quali è lui quello che rischia di farsi più male di tutti: «Dopo la tempesta arriva il sereno? Certo, ma i leader devono sedersi attorno a un tavolo: è lì che si risolvono le controversie. Se non succede queste ferite diventeranno sempre».



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