I 100 ANNI DEL NEGRONI/ Il New York Times lo celebra come drink dell’anno

- Paolo Vites

Il celebre aperitivo Negroni festeggia i cento anni di esistenza

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Un Negroni

Quando il Negroni rubò il posto all’Americano. Pochi infatti sanno che questo leggendario cocktail è nato dall’idea di un italiano, Camillo Negroni appunto, nel lontano 1919. L’idea del nobile fiorentino gli venne dopo un viaggio nella terra dei cowboy, il west americano, e tornato da quel viaggio chiese al barista Fosco  Scarselli di rendere più robusto il solito Americano (vermouth, bitter e soda) solito a bere. Allora questo drink era molto di moda e Negroni suggerì al barista di aggiungere del gin al posto della soda: era nato il Negroni, parti uguali di Campari, vermouth e gin. Fu invece il regista e attore Orson Wells, nel 1947, mentre si trovava a Roma per le riprese di un film, a farlo conoscere agli americani. Da allora divenne leggenda in tutto il mondo, il drink dei drink, anche se l’Americano esiste ancora. Negli anni anni nacque anche il Negroni sbagliato, nato da un errore come suggerisce il nome, da parte di Mirko Stocchetto del Bar Basso di Milano negli anni 60: al post del gin mise dello spumante.

ABBASSO LO SPRITZ, VIVA IL NEGRONI!

In occasione di questo centenario, addirittura il New York Times, che in passato aveva stroncato lo spritz (a parere di chi scrive giustamente, definito un aperitivo zuccherino abbinato a prosecco di scarsa qualità, soda e una fetta di arancia fuori misura) ne celebra le qualità indicandolo come “il cocktail perfetto per il 2019, il perfetto elisir per un pomeriggio d’estate”. Basta non esagerare, che già un bicchiere di Neuroni fa girare la testa. In America a fine giugno ci sarà “la Negroni week”, una occasione di beneficenza in cui gli incassi della bevanda andranno a cucine per i senza tetto di San Francisco ai rifugi per animali abbandonati, alle associazioni per la difesa dell’ambiente. Ovviamente si prevede una settimana di sbronze colossali.



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