I cerotti del futuro a base di scarti vegetali/ L’invenzione all’Iit Genova “Così guariamo le bruciature”

- Davide Giancristofaro Alberti

I cerotti del futuro a base di scarti vegetali: sono stati inventati da un gruppo di ricercatori dell'Iit di Genova. Riescono a guarire le bruciature ma non solo

flavia riccardo (Pixabay)

I cerotti del futuro sono stati inventati a Genova, precisamente dal gruppo di ricerca Smart Materials presso l’Iit, l’istituto Italiano di Tecnologia. Si tratta di fatto di una benda speciale che è stata creata con dei materiali di origini vegetale e nel contempo biodegradabile, che una volta applicate sulle ferite da bruciature permettono una guarigione rapida.

Ne parlano GenovaToday e Repubblica, sottolineando come il gruppo che ha effettuato tale scoperta è coordinata da Athanassia Athanassiou mentre i risultati sono stati pubblicata sulla rivista ACS Applied Bio Materials. Si tratta di una scoperta molto interessante soprattutto in ottica futura, con l’obiettivo di curare varie lesioni, ma anche ulcere e lacerazioni, e soprattutto di realizzare prodotti a costo zero attraverso l’utilizzo di residui alimentari. La benda intelligente, una volta che viene applicata sulla ferita, è in grado di bloccare il livello di infiammazione e nel contempo di ridurre i radicali liberi dell’ossigeno, molecole che rallentano la guarigione.

I CEROTTI DEL FUTURO A BASE DI SCARTI VEGETALI: COME E’ FATTA LA BENDA

Ma come è fatta la benda? E’ caratterizzata dalla zeina, che altro non è se non una proteina che deriva da mais, pectina e uno zucchero presente nelle bucce dei frutti, e infine la lecitina di soia, che si trova appunto nella stessa pianta. Come specifica Today, si tratta di una benda spugnosa che viene poi imbevuta di Vitamina C; a quel punto viene applicata sulla ferita dove rilascerà la Vitamina C permettendo appunto la guarigione da una infiammazione.

Ovviamente si tratta di un prodotto assolutamente sicuro che è già stato testato sulle cellule umane attraverso vari esperimenti in laboratorio sui cheratinociti, le cellule che compongono la nostra pelle. Attraverso i test è emerso che i livelli di tre molecole chiave che sono legate all’infiammazione decrescevano del 50 per cento una volta che veniva apposta la benda, con una diminuzione fino al 70 per cento dei radicali liberi.

I CEROTTI DEL FUTURO A BASE DI SCARTI VEGETALI: IL COMMENTO DEGLI ESPERTI

E’ stato infine registrato un aumento della produzione di collagene, che risulta essere fondamentale per ricostruire la pelle in caso di ferite. Fabrizio Fiorentini, ricercatore del laboratorio Smart Materials, ha commentato: “Per questa benda siamo partiti proprio con l’idea di impiegare solo materiali di origine naturale, ma ora vorremmo andare oltre l’obiettivo sarà quello di costruire un dispositivo molto simile, ma utilizzando prodotti derivanti da scarti alimentari per inserirci in un contesto di economia circolare”.

Athanassia Athanassiou, Responsabile dell’Unità Smart Materials di Iit, ha invece precisato che quella sulle bruciature è solo una delle applicazioni possibili, aggiungendo che il suo laboratorio sta lavorando su altri dispositivi che hanno appunto l’obiettivo di velocizzare altri tipi di ferite come “lacerazioni o ulcere cutanee, una patologia che in Italia interessa oltre mezzo milione di persone e che spesso provoca riduzione dell’autonomia individuale”. Non ci resta che attendere i prossimi sviluppi.





© RIPRODUZIONE RISERVATA

Ultime notizie

Ultime notizie