IA in sanità: OMS pubblica linee guida d’uso/ “Rischi per privacy, sicurezza informatica e disinformazione”

- Lorenzo Drigo

L'OMS ha pubblicato le linee guida per l'uso dell'IA in sanità che potrebbe rivoluzionare il settore, ma rappresenta anche parecchi rischi per gli operatori e i pazienti

intelligenza artificiale Intelligenza artificiale

L’Organizzazione mondiale della sanità ha recentemente pubblicato le linee guida per l’uso dell’IA (ovvero l’Intelligenza artificiale) nell’ambito della sanità, evidenziando come possa essere un vantaggio per tutti gli operatori e i pazienti, ma anche un concreto e reale rischio. Il documento è diviso in 6 aree di regolamentazione ma non rappresenta in alcun modo un vincolo normativo, quanto piuttosto una serie di consigli per la corretta applicazione della nuova tecnologia.

Secondo l’OMS, in particolare, l’uso dell’IA potrebbe letteralmente rivoluzionare la sanità. Nel documento, citato da QuotidianoSanità, si sottolinea che potrebbe migliorare i risultati sanitari e gli studi clinici; rendere più semplice la diagnosi medica, il trattamento, la cura di sé e l’assistenza della persona, prima ancora che del paziente, ed integrare le conoscenze, le abilità e le competenze degli operatori sanitari. Inoltre, l’IA in sanità secondo l’OMS potrebbe aiutare nei contesti in cui mancano gli specialisti addetti, per esempio, all’interpretazione delle scansioni radiologiche e delle analisi. Tuttavia, l’ente sanitario mondiale rileva anche come spesso queste tecnologie vengono implementate frettolosamente e senza le dovute accortezze, con il rischio ultimo di danneggiare utenti ed operatori.

Le sfide dell’IA in sanità secondo l’OMS

Insomma, secondo l’OMS l’implementazione delle IA in sanità apporterebbe tutta una serie di vantaggi non secondari, ma costituisce anche al contempo numerosi rischi. In particolare, nel documento si sottolinea come potrebbero avere accesso alle informazioni sensibili personali dei pazienti, oltre a minacciare la stessa sicurezza informatica degli ospedali e rischiano anche di amplificare pregiudizi e disinformazione.

Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell’OMS, parlando dell’IA in sanità ha spiegato che “rappresenta una grande promessa, ma comporta anche gravi sfide, tra cui la raccolta di dati non etici, minacce alla sicurezza informatica e l’amplificazione di pregiudizi o disinformazione. Questa nuova guida aiuterà i paesi a regolamentarla in modo efficace, per sfruttarne il potenziale, riducendo al minimo i rischi”. Nello specifico, il documento sull’IA in sanità sottolinea l’importanza della trasparenza nell’intero ciclo di vita dell’Intelligenza. Dal punto di vista della gestione del rischio, le questioni come l’uso, l’apprendimento, gli interventi umani, i modelli di formazione e le minacce alla sicurezza, devono essere tutte affrontate in modo completo, con modelli che siano il più semplici possibile.







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