IL CASO/ Armi all’Egitto, se Il Cairo non paga ci pensano le tasse dei francesi

- Giuseppe Gagliano

La Francia da anni fa ottimi affari nelle forniture militari all'Egitto. Ma nasconde il fatto che in caso di insolvenza a pagare sono i francesi

guerra francia portaerei rafale lapresse1280 640x300 Sulla portaerei francese Charles De Gaulle (LaPresse)

È difficile negare che l’amore tra la Francia e l’Egitto non sia stato e non sia contraccambiato, ma come soprattutto sia di lunga data, come ricorda con grande ironia Le Monde Diplomatique.

Nel 2014 il presidente francese Hollande aveva venduto al presidente egiziano quattro corvette Gowind per un miliardo di euro. Superfluo sottolineare che la reazione del quotidiano Le Figaro fu entusiastica per questo successo.

Ma le relazioni amorose tra la Francia e l’Egitto certo non si concludono nel 2014: nel febbraio del 2015, infatti, la Francia firma altri contratti per quasi 5 miliardi di euro, vendendo 24 caccia Rafale. Nell’agosto del 2015 il presidente egiziano rafforza la partnership militare con la Francia: esplicita il suo interesse per due portaelicotteri che la Francia avrebbe dovuto vendere alla Russia, cessione che poi di fatto non riuscì a portare a termine, anche a causa delle pressioni americane relative alla postura offensiva russa nei confronti dell’Ucraina. Si tratta delle portaelicotteri Sebastopoli e Vladivostok.

Naturalmente la cancellazione di questo contratto con la Russia costrinse la Francia a rimborsare la mancata vendita con la cifra record di 949 milioni di euro. Cifra che sarà saldata dall’Egitto per 950 milioni di euro. Quanto alla supremazia del diritto e della morale, le frasi del ministro degli Esteri francese saranno assolutamente eloquenti: “Lo sviluppo della democrazia viene dopo la sicurezza. È innanzitutto necessaria la sicurezza, per essere certi, in seguito, di avviare il proprio paese verso una strategia positiva”. Non deve destare alcuna sorpresa, allora, quando lo scorso maggio l’Egitto ha acquistato 30 nuovi caccia francesi Rafale per 3,75 miliardi di euro, inducendo ancora una volta Le Figaro ad applaudire a questo ennesimo successo commerciale da parte francese.

Ma esiste tuttavia un aspetto di natura, per così dire, finanziaria che il sito investigativo francese Disclose ha rivelato: “La Direzione generale del Tesoro, il ministero dell’Economia, delle Finanze e della Ripresa, hanno accettato di garantire, fino all’80%, i prestiti bancari che Il Cairo ha dovuto sottoscrivere per acquistare questi aerei. Se l’Egitto, fortemente indebitato, non onora i suoi trattati, spetta quindi alla Francia – e quindi ai suoi contribuenti che non sanno nulla di questa clausola discreta – l’onere di pagarla, per un importo di oltre 3 miliardi di euro”. E vissero tutti felici e contenti.

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