LETTERA/ Se il lupo (comunista) perde il pelo, ma non il vizio

- Augusto Lodolini

In una lettera al direttore, AUGUSTO LODOLINI espone le sue personali osservazioni critiche a quanto sostenuto da Pietro Barcellona sul Pci, il centrosinistra e i rapporti con i cattolici

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Immagine di archivio

Caro Direttore,

sono sicuro che l’invito all’ampio dibattito che il professor Barcellona fa alla fine della sua appassionata lettera verrà colto da molti e autorevoli commentatori. Nel mio piccolo, avendo partecipato a parecchi degli eventi che il professore descrive, vorrei fare alcune osservazioni del tutto personali.

Innanzitutto, la questione della conventio ad excludendum nei confronti del centrosinistra. Vorrei far notare che nel cosiddetto ventennio berlusconiano, il centro sinistra ha governato dal 1996 al 2001 e dal 2006 al 2008, cioè per quasi 7 anni, e il centrodestra per meno di 10 anni. Centrosinistra escluso?

Quanto ai precedenti periodi, il ruolo esercitato dal Pci in Parlamento e nel Paese, unito al ferreo controllo, tutt’ora in atto, di diverse regioni italiane e della loro economia, e di una parte del sindacato, mi pare renda altrettanto insostenibile la suddetta tesi, soprattutto se si tiene presente la sorte delle opposizioni in sistemi statali che il professor Barcellona dovrebbe conoscere e ben da vicino, visto che erano i modelli cui si rifaceva il Pci stesso.

Ancora, non nego che il PD sia cosa diversa dal vecchio Pci, da me a suo tempo ben conosciuto come avversario, ma mi piacerebbe sapere il momento e l’occasione in cui è avvenuta la “vera e propria rottura con il proprio passato comunista.” Non credo che possa considerarsi tale la fuoriuscita dei “duri e puri” del comunismo, con cui il PD mi risulta ancora alleato, come lo fu nelle precedenti esperienze di governo.

Avendo vissuto in prima persona gli anni del terrorismo, so bene che dopo l’assassinio di Aldo Moro il Pci ruppe definitivamente con il terrorismo rosso, ma Barcellona ricorderà con quante esitazioni, per non dir di peggio, arrivò a quella decisione. Esitazioni derivanti dal fatto che quei terroristi erano marxisti-leninisti, non si mascheravano come tali, a meno il professore voglia tornare alla favola delle “sedicenti Brigate Rosse”.

Per quanto riguarda la ricostruzione degli eventi che riguardano l’operato di Togliatti, strano che ci si dimentichi che Togliatti ubbidì, e gli va dato merito per questa obbedienza, a Mosca, che aveva tutto l’interesse a mantenere intatti gli accordi di Yalta, e l’Italia era da questa parte della Cortina di Ferro.

D’altra parte, anche gli Stati Uniti rimasero fedeli a Yalta, quando abbandonarono gli insorti ungheresi al loro destino, cioè a essere schiacciati dai carri armati sovietici. Allora ero uno studente delle superiori e manifestavo in favore degli insorti, ascoltando commosso alla radio le loro invocazioni di aiuto. Mi piacerebbe sapere se anche Barcellona era dalla parte degli insorti o invece parteggiava per il Grande Fratello moscovita e se ora anche lui si è pentito, come Napolitano.

Mi sembra poi un po’ azzardato definire l’accordo tra Lama e Agnelli un tentativo “di riportare al confronto e alla trattativa il conflitto fra i capitalisti e i lavoratori.” Sarà, ma a molti come me che lavoravano in azienda e a stretto contatto con i sindacati, parve e ancora pare un puro accordo di potere per salvare gli affari dell’Avvocato.

Anche la pretesa che l’appoggio da parte comunista a divorzio e aborto sia stata dovuta al desiderio di “tutela delle classi più deboli rispetto a possibilità che erano offerte ai più ricchi” mi sembra, francamente, un po’ bizzarra, almeno a me che partecipai ad entrambe le campagne, mi scuserà il professore, dall’altra parte.

Sempre a livello del tutto personale, di semplice cattolico, non vi è dubbio che l’alleanza, e ancor più la sudditanza, della Chiesa al potere politico sia da evitare, come dimostrano ampiamente le varie chiese collaborazioniste nel blocco sovietico e ai nostri giorni nella Cina comunista. Vorrei però chiedere al professore se l’alleanza ridiventa santa se fatta con la sinistra.

In concreto, Sacconi schierato con il centrodestra è un reprobo, ma Prodi, “cattolico adulto”, può mettersi a capo di un governo di ex-post-già-ancora comunisti ed essere glorificato. Mi scusi, ma mi sembra un livello del tutto partitico ed elettorale, che pone tuttavia un’interessante domanda, visto che fino a poco tempo fa il PD era così sicuro della vittoria.

Ora, invece, chi sta spaventando il PD, professore? Non mi dica Berlusconi, che si sta riducendo da solo a una macchietta. Forse è allora il suo collega professore, Mario Monti?

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