IL CASO/ Monti, lo Spiegel e quella frase dimenticata dai grandi giornali

- Augusto Lodolini

C’è una frase poco ripresa dai giornali nostrani nell’intervista rilasciata da Mario Monti allo Spiegel. Ma che dice molto dei tempi in cui viviamo. Ne parla AUGUSTO LODOLINI

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Mario Monti (InfoPhoto)

Qualche giorno fa, il primo di agosto, il sito online di Der Spiegel dava notizia di un articolo pubblicato sul settimanale tedesco con il titolo “La lotta attorno alla licenza bancaria all’Ems” e un sottotitolo che recitava: “Monti su una rotta di collisione con Merkel”. Il settimanale tedesco riportava dichiarazioni fatte da Mario Monti al finlandese Helsingin Sanomat, in cui il nostro Primo Ministro auspicava un’azione coordinata tra i vari strumenti finanziari europei per dare un po’ di sollievo ai Paesi, come Spagna e Italia, costretti a pagare alti tassi di interesse sulle proprie emissioni di titoli di Stato. Al contempo, Monti sottolineava che l’Italia non aveva bisogno diretto di aiuto, almeno per il momento. Der Spiegel continuava sottolineando che il sostegno di Monti alla proposta di licenza bancaria per la Ems lo ponesse in conflitto con il governo tedesco, fermamente contrario a tale proposta.
Qualche giorno dopo, il 5 di agosto, sullo stesso sito si poteva leggere di un’intervista rilasciata da Monti direttamente a Der Spiegel; questa volta il titolo era “Il premier italiano e la crisi dell’Euro” e il sottotitolo “Monti teme la rottura dell’Europa”. Il lancio dell’articolo metteva in luce la “dissoluzione psicologica dell’Europa” che, secondo Monti, minaccia le basi stesse del progetto europeo.
Di fronte a questo pericolo, riporta Der Spiegel, Monti ha raccomandato ai capi di governo di conservare libertà di manovra anche di fronte ai propri Parlamenti: “Se i governi si lasciassero vincolare completamente dalle decisioni dei loro Parlamenti, senza conservare un proprio spazio di azione, diventerebbe più probabile il collasso dell’Europa rispetto a una più stretta integrazione”.
Forse non sono stato attento, ma non mi pare che i nostri media abbiano dato molto rilievo a questa affermazione, che pur non sembra così pacifica. Forse sono rimasto un po’ indietro, ma mi sembrava che sovrano fosse il Parlamento, non il governo che, infatti, al Parlamento risponde, anche se si tratta di un governo “tecnico” o del “Presidente”.
Al di là dell’attenzione dei media, c’è da chiedersi il motivo di una tale dichiarazione da parte di Monti che, unita alla sicurezza con cui ha dichiarato a Der Spiegel che il suo governo rimarrà in carica fino al termine naturale della legislatura, potrebbe essere presa come la volontà di governare d’ora in poi tenendo un limitato conto delle decisioni parlamentari. Cosa che darebbe ragione a chi, con maggiore o minore soddisfazione, considera già il suo ruolo simile a quello di un dictator romano, una sorta di novello Cincinnato.
E’ possibile, tuttavia, che la posizione di Monti derivi dalla sua convinzione, anche questa espressa nell’intervista, che l’origine delle tensioni, in particolare all’interno dell’Eurozona, sia soprattutto psicologica e che i Parlamenti siano per loro natura più esposti a questo tipo di pressioni. Infatti, Monti si dichiara molto preoccupato della crescita tra le opinioni pubbliche dei vari Paesi, di avversioni reciproche, per esempio tra Nord e Sud dell’Europa.

Il nostro Primo Ministro si sofferma in particolare sul montare tra gli italiani dell’ostilità verso la Germania e sostiene che questa ostilità è mal fondata, perché italiani e tedeschi hanno molte ragioni per stimarsi reciprocamente. Per parte sua riafferma i suoi buoni rapporti con Angela Merkel, aggiungendo, molto opportunamente, che i tedeschi sbagliano nel pensare che “l’Italia abbia già ricevuto aiuti finanziari dalla Germania o dall’Ue, ma non è vero. Non abbiamo ricevuto nemmeno un euro”. 
Altrettanto opportunamente ricorda ai tedeschi i vantaggi finora goduti dalla Germania, che può piazzare i suoi Bund a interessi vicini allo zero,o addirittura negativi: “…in questo modo gli alti tassi che deve pagare attualmente l’Italia sovvenzionano quelli bassi della Germania. Senza questo rischio i tassi dei titoli tedeschi sarebbero un po’ più elevati.” E a questi vantaggi contrappone le riforme fatte dal suo governo e i molti sacrifici che gli italiani hanno accettato e stanno tuttora accettando. 
Nel suo lancio dell’articolo, tuttavia, Spiegel online preferisce insistere sui dissidi, citando quanto dichiarato dal segretario generale della CSU, il partito bavarese associato alla CDU, che ha accusato Mario Draghi di privilegiare, nella sua azione come capo della BCE, gli interessi dell’Italia. Le posizioni della CSU bavarese non passano di certo inosservate a Berlino, data l’importanza di questo Land, dal quale sono recentemente partite richieste di riequilibrio nei trasferimenti di fondi tra regioni ricche, tra cui in primis la Baviera, e quelle più povere, particolarmente quelle dell’Est, da cui proviene la Cancelliera. 
Infatti, Spiegel online conclude sottolineando che, nelle ultime settimane, Monti ha preso riguardo alla salvezza dell’Euro posizioni chiaramente distanti da quelle tedesche. Anche questa “dissoluzione psicologica”?



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