IL RISTONAUTA/ Dal bollito ai dolci, la cucina lombarda da riscoprire alla Piana

- Angelo Frigerio

A Carate Brianza sorge il ristorante La Piana di Gilberto Farina, che offre una cucina lombarda classica e poco rivisitata

ristorantelapiana1280 640x300.jpeg Il ristorante La Piana di Carate Brianza (MB)

La Brianza è quella striscia di mondo fra le province di Milano, Como, Lecco ed è divisa in due da una superstrada che porta a Milano. La parte sinistra, con alle spalle la metropoli lombarda, è la più industriale e densamente popolata. La parte destra più verde e rurale. Ed è proprio qui che trovate Carate Brianza, patria del ristorante La Piana.

A dire il vero, gli avventori locali, quando se ne parla, lo definiscono: “Dal Gilbertino”. È il nome del proprietario e chef: Gilberto Farina. Che non è un brianzolo Doc ma è nato, nel dicembre del 1968, a Milano, nei pressi del Naviglio della Martesana. Dopo gli studi al Vespucci, noto istituto alberghiero meneghino, fa due stage a Londra e poi viaggia per l’Italia a “fare esperienza”. La mette a frutto giovanissimo, a 25 anni, quando apre, a Castello Brianza, il ristorante La Piana. Ci sta fino al 2008 quando lascia la Brianza lecchese per trasferirsi nel cuore del centro storico di Carate.

Ma cosa si mangia dal Gilbertino? La sua è una cucina lombarda classica e poco rivisitata. Un esempio è il Gran Bollito Misto. Qui viene presentato in un menù degustazione da 40 euro. Che comprende, all’inizio, un’insalatina di nervetti oppure un piatto di cappelletti al dito in brodo di bollito. Viene poi il momento del Gran Bollito Misto che viene servito con mostarda, salsa verde e i loro cetriolini sott’aceto. Si chiude o con una piccola selezione di formaggi delle Prealpi Orobie oppure con un Bonet agli amaretti. Che brianzolo non è, ma ci sta bene. Come dimenticare poi la Casseoula? Una festa di verze, cotiche e costine di maiale.

Ma andiamo al menù alla carta. Per gli antipasti si va dall’Uovo 65°, broccolo fiolaro di Creazzo e cremoso di semigrasso d’Alpe (12 euro) al Patè di fegatini di pollo al Marsala (12 euro). Potete trovare anche degli ottimi taglieri a 15 euro: lo Sfizioso con salame tipico bergamasco, la Brianzetta che altro non è che una pancetta cotta leggermente affumicata, lo strachin quader della Valbiandino e il Format de Mut dell’Alta Val Brembana oppure il Valtellina con cialda di grano saraceno, funghi porcini sott’olio, bresaola e slinzega artigianali, Semuda e Casera che sono formaggi dell’Alpe Giumello.

Sui primi potete optare fra: il Risotto classico con la vera Luganega (salsiccia di maiale) di Monza (16 euro), il Riso al salto alla milanese (15 euro), gli Gnocchetti patata di Oreno con polpa di zucca, briciole di castagne e pancetta croccante. Spiccano poi le Tagliatelle e Misultitt (14 euro). Questi ultimi sono pesci di lago che avevamo già scoperto in una recensione precedente, al Vecchio Bacucco di Ossuccio.

Affrontando i secondi vale la pena valutare con attenzione quello che propone Gilberto fuori menù. L’ultima volta che l’abbiamo visitato abbiamo assaggiato una splendida trippa (14 euro), cucinata rigorosamente secondo la tradizione brianzola che la vuole morbida e “annegata” nel suo intingolo. La scarpetta, in questo caso, è d’obbligo. Le alternative sono i Mondeghili con purè soffice di patata bianca di Oreno (14 euro) che altro non sono delle polpette che le nonne realizzavano con gli avanzi delle feste. Ottimi. Si può optare poi sulle Losanghe di trota fario della Valsassina e di salmerino alpino in graticola (15 euro) oppure ancora sui Misultitt grigliati con polenta rustica integrale (16 euro).

Per chiudere, o come alternativa ai secondi, vale la pena assaggiare la Gran selezione di formaggi “La Piana” (vaccini e caprini) con composte di frutta e verdure (16 euro). Si tratta di formaggi artigianali della Valsassina e Valtellina scelti direttamente da Gilberto.

Ampia la scelta dei dolci, tutti a 8 euro. Chi scrive ha assaggiato e consiglia il Valsassina on the road, ovvero un crumble di caviadino, budino di mele goloso e mele semicandite. Da provare: Nocciolando, un tortino friabile creme brulée e spuma alla nocciola oppure Trilogia al cioccolato con Bignè, zuppetta con crumble al grano saraceno e salame di cioccolato.

La carta dei vini non lascia scampi. La prevalenza è sui vini lombardi, dalla Valtellina all’Oltrepò pavese, ma si possono trovare anche altre proposte dalle regioni d’Italia. Con un’interessante sezione di spumanti e champagne.

Il Pagellone del Ristonauta

(voti da 1 a 10)

La Piana

Via Pietro Zappelli, 15

Carate Brianza (MB)

Chiuso domenica sera e lunedì

Antipasti: 7

Primi: 8

Secondi: 9

Dessert: 7 1/2

Vini: 8

Location: 7

Servizio: 8

Toilette: 7

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