Ilaria Capua/ “La procurata pandemia è un reato punibile con l’ergastolo”

- Alessandro Nidi

Ilaria Capua: “Vaccinando anche i bambini si interrompe la catena del contagio e, soprattutto, si evitano le infezioni batteriche secondarie”

Ilaria capua
Ilaria Capua (In Onda, 2021)

Ilaria Capua, direttrice dell’UF One Health Center dell’Università della Florida, è intervenuta nella serata di ieri, sabato 6 novembre 2021, ai microfoni della trasmissione di La 7 “In Onda”. L’esperta, in collegamento audiovisivo, ha esordito parlando di Coronavirus e puntualizzando un aspetto importante: “Io ho imparato per esperienza personale che la procurata pandemia, o la diffusione, è un reato punibile con l’ergastolo o con la pena di morte, che però in Italia non c’è più. Se si uccidono migliaia di persone, questo è molto grave”.

Poi, la professoressa ha detto la sua sulla vaccinazione dei bambini tra i 5 e gli 11 anni, aspetto che l’FDA ha già considerato, tanto che lunedì in America scatteranno le inoculazioni del siero anti-Covid anche in questa fascia di popolazione: “Vaccinando anche i bambini si interrompe la catena del contagio e, soprattutto, vaccinando si evitano le infezioni batteriche secondarie, che, oltre a essere pericolose, prevedono l’utilizzo di antibiotici”.

ILARIA CAPUA: “ANTIBIOTICO RESISTENZA, SITUAZIONE MOLTO SERIA IN ITALIA”

Nel prosieguo della sua intervista, Ilaria Capua ha precisato in diretta televisiva che in Italia esiste una situazione molto seria legata all’antibiotico resistenza: “Da noi il numero di casi di malattia legata alle cosiddette infezioni ospedaliere, a questi super batteri che riescono a neutralizzare l’attività degli antibiotici, è una delle più gravi in Europa. Si chiama pandemia silenziosa. Le popolazioni di batteri che si trovano in alcuni ambienti si sono rafforzate e questo non ha fatto altro che contribuire a dare il via a questo fenomeno”.

Infine, la professoressa ha specificato che su questo argomento “è stato lanciato un allarme prima del Coronavirus, e dobbiamo assolutamente arrestare quanto prima questo fenomeno. In Italia vi è un numero di ceppi batterici resistenti agli antibiotici molto più alto rispetto ad altri Paesi. Ogni nostra azione di oggi ha delle ramificazioni su cosa avverrà domani”.

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