ILARIA CAPUA “NO VAX UNA RISORSA”/ “Non prendiamoli a parolacce”

- Silvia Polvere

Secondo la virologa anche i No Vax possono aiutare la scienza: “Dobbiamo capire come si comporta un organismo che non rispetta misure ritenute utili”. Ma sul vaccino bisogna fare in fretta

Ilaria Capua
La virologa Ilaria Capua

Ai microfoni di La7 la professoressa Ilaria Capua ha usato parole “concilianti” nei confronti dei No Vax. “Vorrei fare un invito – ha detto – I no vax non vanno presi a parolacce, possono diventare una risorsa”. Mentre la situazione sui vaccini si fa di giorno in giorno più preoccupante, la direttrice dell’UF One Health Center intervenuta durante la trasmissione DiMartedì condotta da Giovanni Floris ha cercato di stemperare i torni. “Abbiamo bisogno di capire come si comporta un organismo che non rispetta misure ritenute utili dalla comunità scientifica – ha affermato la virologa – I no vax potrebbero partecipare volontariamente ad alcuni studi e far capire se il fatto di non volersi vaccinare allunga o accorcia la vita, migliora o peggiora la qualità della vita”.

Tuttavia, come ricorda la stessa professoressa, i tempi stringono e l’Unione Europea consiglia arrivare entro l’inverno prossimo con un 70-80% della popolazione protetta. Ecco perché quella del vaccino sta diventando ogni giorno che passa una questione sempre più etica. “La pandemia ha creato un solco – afferma Capua – a partire dal quale dovremo parlare di un prima e di un dopo Covid”.

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Avere il vaccino e avercelo subito, è questa la questione. Ma sul “come fare è un dilemma”. “Bisogna accelerare – ha ripetuto la professoressa Ilaria Capua – Qui in Florida hanno scelto di vaccinare chiunque entri in ospedale, il luogo più a rischio. Anche chi si è rotto un piede”. Giovanni Floris solleva il dubbio: “Non è che se hanno così tanti vaccini è perché hanno più soldi?” Ma per la ricercatrice le cose non stanno così. “Gli americani hanno capito l’importanza del vaccino, soprattutto dopo l’iniezione di attenzione che c’è stata con l’elezione di Biden”. Assolutamente no al “metodo-Moratti”: distribuire il vaccino in base al Pil. “La pandemia ha aperto un solco – ha affermato Capua – Da questo momento diventano prioritari i temi etici, la questione del “sud del mondo” Per questo motivo non credo sia prioritario vaccinare gli insegnanti: non sono loro che vanno in ospedale”.

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