Ilda Boccassini va in pensione/ La pm delle inchieste su Berlusconi e stragi mafia

- Silvana Palazzo

Ilda Boccassini va in pensione: la nota pm di Milano lascerà a 70 anni. La carriera: le inchieste su Berlusconi e le stragi mafia. L’amicizia con Giovanni Falcone

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Ilda Boccassini (2017, LaPresse)

Ilda Boccassini va in pensione. Ancora pochi mesi di servizio per il pm di Milano, protagonista di alcuni dei processi che hanno coinvolto Silvio Berlusconi. Dallo Sme all’Imi-Sir fino ai giudizi sul caso Ruby. Ilda Boccassini, uno dei magistrati più noti d’Italia, andrà in pensione l’8 dicembre, il giorno dopo aver compiuto 70 anni. E questo per aver raggiunto i limiti di età. Ma già la prossima settimana il plenum del Csm (Consiglio superiore della magistratura) ne prenderà atto: approverà il provvedimento di collocamento a riposo a decorrere appunto dal compimento dei 70 anni. Il suo nome è stato legato negli anni anche alle indagini sulle stragi di Capaci e via d’Amelio, passando per le inchieste su mafia e criminalità organizzata, come la “Duomo Connection”, e sul terrorismo, come l’inchiesta sulle Nuove brigate rosse. Dal 2009 Ilda Boccassini è procuratore aggiunto a Milano, dove si è svolta gran parte della sua carriera, ed è anche coordinatrice della Direzione distrettuale antimafia.

ILDA BOCCASSINI VA IN PENSIONE: LA CARRIERA

Ilda Boccassini subentrò nel 1994 nel pool di Mani Pulite al posto di Antonio Di Pietro. L’ingresso nel mondo della magistratura però risale al 1979. Aveva 30 anni e lavorò alla Procura di Brescia, ottenendo poi il trasferimento a Milano. La sua prima inchiesta è “Duomo Connection” in cui emergono infiltrazioni mafiose al Nord. Si avvalse della collaborazione dell’allora tenente Ultimo, capitano divenuto famoso per l’arresto di Totò Riina. In quel periodo cominciò a collaborare con Giovanni Falcone, con cui nascerà una profonda amicizia. Negli anni Novanta entrò in rotta di collisione con i colleghi del pool antimafia di Milano, così dopo le stragi di Capaci e di via D’Amelio chiese il trasferimento a Caltanissetta per indagare sulla morte degli amici e colleghi. Dopo una parentesi alla Procura di Palermo, ritornò a Milano. Qui nel 2009 il Csm l’ha promossa a procuratore aggiunto. Nel 2015 ha coordinato le indagini che hanno portato all’arresto di uno dei presunti esecutori materiali dell’omicidio del giudice Bruno Caccia.



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