IMBALLAGGI/ Il Nuovo Regolamento dell’Ue accoglie le richieste dell’Italia

- Manuela Falchero

Una deroga ai rigidi limiti posti dal documento premia i Paesi che, come il nostro, hanno investito in un sistema di riciclo ad alta qualità

inflazione occulta (LaPresse)

“Ancora una volta gli sforzi di mediazione degli eurodeputati Pd, in particolare dei colleghi Patrizia Toia e Achille Variati, hanno fatto sì che la posizione del Parlamento Ue desse una risposta concreta alla necessità di riduzione dei rifiuti, senza però mettere a repentaglio migliaia di posti di lavoro in filiere produttive chiave per il nostro Paese, da quella della carta all’agroalimentare, e tutelando i nostri consumatori che potranno continuare a contare sugli elevatissimi standard di igiene e qualità che caratterizzano il nostro sistema alimentare”. Così Paolo De Castro, membro della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo, commenta la votazione sul nuovo Regolamento imballaggi, approvata dall’Eurocamera con 426 voti a favore, 125 contrari e 74 astenuti.

La pronuncia di Bruxelles smussa dunque la linea disegnata in una fase iniziale che puntava sul riuso più che sul riciclo, mettendo in difficoltà la filiera italiana, che invece del riciclo ha fatto uno dei propri punti di forza. “Abbiamo inserito – spiega l’eurodeputato Dem -, una deroga per tutti quei Paesi che, come l’Italia, negli ultimi anni hanno investito in un sistema di riciclo ad alta qualità, tra i più efficienti a livello europeo: chi raggiungerà l’85% di quota di riciclo degli imballaggi interessati sarà infatti esentato dall’obbligo di riuso”. Ma non solo. Gli interventi sul testo sono andati anche oltre. “Comparti chiave del nostro settore agro-alimentare – aggiunge De Castro – vengono esclusi da questo Regolamento, limitando al massimo il rischio di maggiori sprechi alimentari: a partire dalle indicazioni geografiche fino all’ortofrutta e al florovivaismo, dai vini alle bevande alcoliche, fino alle bioplastiche e ai contenitori in carta del settore della ristorazione”.

Fatte salve queste deroghe ed eccezioni, il Parlamento ha sostenuto gli obiettivi generali di riduzione dei rifiuti prodotti dagli imballaggi proposti nel Regolamento: il 5% entro il 2030, il 10% entro il 2035 e il 15% entro il 2040. I deputati hanno inoltre proposto obiettivi specifici di riduzione dei rifiuti per gli imballaggi in plastica, nella misura del 10% entro il 2030, del 15% entro il 2035 e del 20% entro il 2040. Previsto anche il divieto della vendita di sacchetti di plastica molto leggeri (inferiori a 15 micron), “a meno che non siano necessari per motivi igienici o forniti come imballaggio primario per alimenti sfusi, così da aiutare a prevenire lo spreco di cibo”.

Infine, per prevenire effetti negativi sulla salute, i deputati chiedono anche di vietare l’uso delle cosiddette “sostanze chimiche per sempre” aggiunte intenzionalmente (sostanze alchiliche per e polifluorurate o PFAS) e del bisfenolo A negli imballaggi a contatto con gli alimenti. E non ultimo, nel documento è previsto che i distributori finali di bevande e cibi da asporto nel settore della ristorazione (inclusi hotel, ristoranti e bar) offrano ai consumatori la possibilità di portare e utilizzare il proprio contenitore.

“Ora la palla passa al Consiglio dei ministri Ue per l’ambiente – conclude De Castro – dove ci auguriamo che il Governo italiano possa ottenere risultati altrettanto soddisfacenti, nell’interesse dei nostri produttori, lavoratori e consumatori”.

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