IMPEACHMENT TRUMP/ Il Senato dirà no, ma chi voleva spaccare il paese c’è riuscito

- Riro Maniscalco

La Camera ha approvato a larghissima maggioranza la risoluzione contro Trump. Il Senato dirà no, ma il paese è sempre più diviso

Usa, Donald Trump
Donald Trump (Lapresse)

NEW YORK — “The greatest witch hunt in American history!”, la più grande caccia alle streghe nella storia d’America. La Camera dei rappresentanti vota, approva a larghissima maggioranza la risoluzione di impeachment, aprendo così ufficialmente il cammino verso una possibile incriminazione del Presidente e lui, il Presidente che metà America disconosce, bolla il tutto via Twitter come caccia alle streghe.

Sarà che è Halloween, ma le streghe (e magari tutta una bella serie di spettri) oggi Donald Trump più che rappresentarle, le vede. Può lamentarsi – come fa spesso e volentieri – di quelle che lui definisce ingiuste critiche e accuse che costantemente gli piovono addosso.

Qualche sera fa il Presidente ha avuto la pessima idea di rispettare una sorta di tradizione presentandosi alle World Series di baseball, che si stavano giocando a Washington. Ha preso molti, ma molti più fischi lui della squadra avversaria…
Comunque, almeno in merito alla votazione di ieri, può lamentarsi di tante cose, ma non del suo partito. I Repubblicani non l’hanno abbandonato, i numeri alla Camera però sono quelli che sono, con 233 rappresentanti Democratici e 197 del Gop (Grand Old Party, cioè i Repubblicani).

Insomma, questo voto si sapeva già come sarebbe andato a finire (232 a favore e 196 contrari l’esito) e, come ho già spiegato in altra occasione, il cammino è lungo, complesso, e nessuno lo ha mai percorso fino alla condanna e alla destituzione. Però fa sempre un certo effetto avere il Presidente indagato.

Che effetto? Chiedetelo ai due Rappresentanti che si sono espressi contro l’impeachment: Jeff Van Drew del New Jersey e Collin Peterson del Minnesota, entrambi Democratici.

Van Drew dopo il voto si è permesso di rilasciare una dichiarazione pubblica affermando che questa indagine dividerà ancora di più un paese già diviso, lacerando tutto quel che in questi anni siamo riusciti a tenere insieme. Per non dire che ovviamente – ha concluso – alla fine questa procedura non andrà neanche da nessuna parte, perché il Senato (dove c’è una netta maggioranza repubblicana) la bloccherà.

Divisione? Beh, già Van Drew per metà del paese è diventato un traditore. Ero andato a spulciare Wikipedia per capire chi fosse costui (francamente non l’avevo mai sentito nominare) e qualcuno era già riuscito a colorire le sue note personali con l’attributo traitor – “Van Drew is a traitor” riportava l’enciclopedia di internet, Van Drew è un traditore. Tempi tecnici di rimozione e via, Van Drew su Wikipedia è tornato quello di prima. Ma non sono belle cose.

Abbiamo già fuoco e fiamme che si stanno mangiando la California, un’infinità di altri problemi e dobbiamo metterci a incriminare un Presidente che già si incrimina da solo?

Qualunque sia il finale di questa storia per la maggioranza degli americani, sempre più arroccati ai due poli, non cambierà un bel niente. E poi novembre 2020, la nuova elezione presidenziale, è ormai dietro l’angolo.

God Bless America!

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