ARTIGIANO IN FIERA/ Se la “ripresa” della Calabria comincia da uno stand

- int. Luigi Fedele

La tendenza sembra essere quella di scegliere cibi a kmi zero e manufatti del territorio per il risparmio economico e la volontà di rilanciare l’economia di casa nostra, dice LUIGI FEDELE

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Folla ad AF-Artigiano in Fiera (Infophoto)

Eccellenze produttive che spaziano dalle creazioni di ceramica e terracotta a quelle del vetro, alla bigiotteria, al riciclo di materiali. Sono questi i settori che la Regione Calabria mette in mostra ad AF-Artigiano in Fiera, la mostra mercato che prende il via oggi nel polo fieristico di Rho Pero e che quest’anno conta 2.900 espositori in rappresentanza di 110 paesi, distribuiti su 150.000 metri quadri, confermandosi come una piattaforma consolidata di incontro tra domanda e offerta di business. Sono 61 le aziende provenienti dalla Regione Calabria e il piatto forte sarà rappresentato dalle produzioni agroalimentari: un percorso goloso guiderà i visitatori sulle orme della tradizione enogastronomica regionale, oggi dieta mediterranea. La mostra contribuisce a far respirare l’atmosfera, la passione del lavoro e la voglia dei tanti partecipanti e a sensibilizzare tutti alla cultura del bello, al legame delle produzioni con il territorio e alle tradizioni. Per ilsussidiario.net abbiamo contattato l’Assessore all’Internazionalizzazione della Regione Calabria, Luigi Fedele.

Quanto è importante per la Regione Calabria partecipare a una manifestazione come AF-Artigiano in Fiera?

Nella nostra Regione sono presenti aziende artigiane di altissimo livello che devono farsi conoscere al mondo. AF-Artigiano in Fiera è la manifestazione più adatta per lanciare a livello internazionale i prodotti dei nostri artigiani. Per la Calabria, a livello economico, è una grandissima occasione.

La crisi spinge il consumatore a rivalutare i prodotti “local” e tipici?

Penso che questo sia uno dei motivi, anche se non positivo, di rilancio dei prodotti locali. Prima dell’avvento della crisi, si puntava maggiormente su prodotti esteri o provenienti da altre regioni, ora la tendenza sembra essere quella di scegliere cibi a chilometri zero e manufatti del territorio per due motivi principali: il risparmio economico che si registra con l’acquisto di prodotti locali e la volontà di rilanciare l’economia di casa nostra. Non a caso, abbiamo riscontrato un notevole miglioramento qualitativo dei prodotti locali, segno di uno sforzo tangibile da parte anche delle aziende più piccole.

Quali sono i settori di eccellenza della Regione Calabria?

Le imprese più numerose fanno parte della filiera agroalimentare e dell’enogastronomia. Ma non solo. Il nostro fiore all’occhiello è anche rappresentato dalle botteghe che lavorano il vetro, il legno e l’argilla, una specializzazione in cui i nostri artigiani calabresi sono particolarmente afferrati.

 

 

Quali sono gli strumenti messi in campo dall’Assessorato all’Internazionalizzazione per far conoscere le aziende Made in Calabria anche nel resto del mondo?

 

Abbiamo messo in atto piani chiamati “Progetto Paese” che prevedono accordi con le Camere di Commercio italiane, insediate nei maggiori mercati mondiali, Germania, Russia, Sud America e Brasile e per l’anno prossimo abbiamo in cantiere un progetto che punterà anche sulla Cina. Il vantaggio è duplice: stringiamo accordi con le aziende del territorio e incontriamo i buyer interessati ai prodotti della nostra Regione. Poi puntiamo anche sulle grandi fiere internazionali come, AF-Artigiano in Fiera, e altri eventi di rilievo all’estero.

 

Come la crisi ha cambiato il quadro delle aziende artigianali in Calabria?

 

In Calabria la crisi è molto sentita, perchè la nostra è una Regione economicamente debole. Le aziende artigiane e le botteghe stanno risentendo della contrazione economica, come molte imprese del nostro territorio, anche se per certi aspetti, in modo minore poiché spesso sono attività familiari.

 

Come aiutate le aziende in crisi?

 

L’Assessorato alle Attività produttive sta lavorando per portare avanti alcuni bandi per accedere a fondi comunitari: l’obiettivo è di dare ossigeno alle attività più in difficoltà, rilanciandole sul territorio e all’estero.

 

(Federica Ghizzardi)

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