ALLUVIONE SARDEGNA/ L’imprenditrice: anche chi ha subito danni aiuta chi sta peggio

- La Redazione

La Sardegna è stata flagellata dalla “bomba d’acqua” più tragica della sua storia e molte imprese hanno subito gravi danni. Eppure si va avanti. Ne parla MANUELA PORCU

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Immagine di archivio

Siamo a Villacidro, nella zona del Medio Campidano, una delle più colpite dalla disastrosa alluvione che ieri si è abbattuta sulla Sardegna. In un paesino della zona, una donna anziana è morta affogata nello scantinato di casa mentre tentava di soccorrere il marito. Ma a riportare i danni maggiori sono state le campagne: la furia del maltempo ha provocato ingenti devastazioni fra le coltivazioni, con i raccolti oggi completamente sommersi dall’acqua. Al telefono abbiamo raggiunto Manuela Porcu, direttore della AT Logistics, un’azienda del luogo, per farci raccontare i particolari e fare un primo bilancio dei danni.  “Da noi – dice – le campagne si sono trasformate in veri e propri laghi. Tutto questo purtroppo in una realtà già in ginocchio per via della crisi”. Nel frattempo la catena degli aiuti si è messa in moto. A Villacidro intanto continua a piovere.  

In che condizioni è la sua zona?
La situazione è drammatica, un’alluvione di questo genere non si era mai vista qui in Sardegna. Fa impressione vedere tante persone anziane che piangono per lo spavento o perché hanno perso tutto.

Sono molti quelli che non hanno più nulla?
La maggior parte ha perso la casa; sono anziani che vivono della pensione e per loro perdere la casa o subire danni gravi è una tragedia. In questi paesini la maggior parte delle case è al piano terreno, a livello della strada, non ci sono palazzine di 2-3 piani. Sono veramente rari i casi in cui si riesce a salvarle quando si verificano fenomeni così devastanti. L’aria che si respira è molto pesante, si avverte che è successo qualcosa di molto grave.

Ci sono stati morti da voi?
Nella zona del Medio Campidano una donna anziana di un piccolo paese qui vicino è morta affogata nello scantinato mentre tentava di soccorrere il marito. Se escludiamo quella povera signora, qui da noi i danni maggiori li hanno subiti prevalentemente le cose, non tanto le persone.

La sua azienda ha subito danni gravi?
Fortunatamente no, posso dire che la mia azienda ha subito pochi danni. Siamo un centro distributivo e rispetto al piano stradale siamo un metro e venti più in alto. L’acqua ci ha solo sfiorato. Il magazzino però era circondato da un metro e mezzo d’acqua e tuttora c’è acqua attorno alla struttura. È così tanta l’acqua caduta in due ore che i terreni non riescono a smaltirla. 

Ha smesso di piovere?
No, qui sta continuando a piovere, non con l’intensità di ieri per fortuna; mentre nella zona di Olbia ha smesso. L’allerta dura ancora, ma la situazione è meno grave rispetto a ieri.

Si vedono gli aiuti?

Sì, la catena della solidarietà è partita. Questa mattina ho visto una lunga colonna di mezzi della Protezione civile, con idrovore e gommoni, dirette ai paesini dell’interno per aiutare le persone in difficoltà. Mi pare che ci sia una mobilitazione generale. E anche chi ha subito danni sta aiutando quelli messi peggio. I vigili del fuoco hanno talmente tanti casi gravi di cui occuparsi che non intervengono laddove si può evacuare senza bisogno di aiuti. Da me, in azienda ad esempio, non sono venuti; stanno intervenendo nelle abitazioni private e laddove c’è pericolo grave.

Quali sono le aziende maggiormente colpite?
In modo particolare quelle agricole; nelle campagne infatti i raccolti sono completamente sommersi dall’acqua. Da noi le campagne si sono trasformate in veri e propri laghi, immense distese d’acqua che coprono tutto. Dove sono esondati i fiumi, sono morti animali e i campi hanno subito una devastazione enorme. Ci vorrà molto tempo prima che il terreno riesca ad assorbire tutta l’acqua che è caduta. E tutto questo purtroppo in una realtà già in ginocchio per via della crisi. Questo disastro proprio non ci voleva.

Cosa farete adesso?
Siamo riusciti a riprendere il lavoro, mentre ieri il magazzino era stato evacuato perché era troppo rischioso stare in questa zona. Perfino le strade principali erano state chiuse perché sono caduti molti alberi. A un certo punto è diventato pericoloso girare in auto perché il livello dell’acqua era notevolmente aumentato. Oggi l’acqua ha cominciato a defluire, anche se sul nostro piazzale ce n’è ancora parecchia. Nei paesi, oltre alla Protezione civile, la gente sta ricevendo aiuti anche dal Comune o dai vari consorzi sparsi nella zona artigianale. Temo che si farà molta fatica a riprendersi da un colpo così duro.

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