LA STORIA/ L’impresa che porta il legno in casa Ferrari

- int. Emanuele Orsini

Anche grazie al programma europeo 20-20-20, che prevede l’abbassamento dei consumi energetici, la costruzione di case in legno – spiega EMANUELE ORSINI – sta vivendo un periodo florido

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La copertura dell'ingresso dell'autodromo del Mugello realizzata da Sistem

La Sistem Costruzioni di Solignano di Castelvetro, in provincia di Modena, festeggia quest’anno il suo 35° anniversario. Dalla fine degli anni ‘70 ha realizzato migliaia di opere, piccole e grandi, in legno: ponti, case, palazzi, scuole, chiese, centri commerciali, villaggi turistici e allestimenti vari, sia in Italia che all’estero. Negli ultimi anni è stata protagonista di un notevole sviluppo: oltre alla sede storica, l’azienda conta oggi una filiale a Verona, una in Spagna a Valencia e una a L’Avana (Cuba). Alla Sistem non hanno dubbi: il legno rappresenta una nuova cultura dell’abitare. Vuol dire edilizia a basso impatto ambientale, ecocompatibile ed ecosostenibile, ad alta efficienza energetica, bassa emissione di CO2, antisismica e potenzialmente “riciclabile”. E anche per il futuro non si vedono segnali di cedimento: «Nel 2010 – spiega il direttore generale Emanuele Orsini, di recente nominato Presidente di Assolegno – le case in legno rappresentavano il 6% del mercato nazionale delle costruzioni, oggi siamo al 12% circa e nel 2015 arriveremo al 15-16%».  Come si spiega questa crescita costante? «La nuova normativa europea stabilisce che le nuove costruzioni dovranno avere consumi energetici vicini a zero. Da questo punto di vista le costruzioni in legno hanno un grande vantaggio perché sono fatte con materiali innovativi che rispondono molto bene a questo tipo di richieste».

Sistem Costruzioni è una delle realtà più dinamiche del settore. Come vanno le cose?

È vero, siamo tra le aziende che hanno avuto uno sviluppo notevole, ma fino a cinque anni fa il nostro core business erano ancora le coperture e le grandi strutture in legno lamellare.

Poi cos’è successo?

Quando è scoppiata la crisi facevamo già case in legno, ma rappresentavano una parte residuale del nostro fatturato. Poi c’è stato il boom. Da subito abbiamo creduto in quel business e oggi stiamo raccogliendo i frutti. Ma la svolta per noi è venuta dopo il terremoto dell’Aquila: lì abbiamo fatto 200 appartamenti circa in 78 giorni. 

Quanto sono diffuse oggi le case in legno?

Per dare un’idea le dico che nel 2010 rappresentavano il 6% del mercato nazionale delle costruzioni, oggi siamo al 12% circa e nel 2015 arriveremo al 15-16%. Quindi la crescita è costante.

Come lo spiega?

Il mondo delle costruzioni è molto cambiato; oggi c’è l’esigenza di sostituire i fabbricati a bassa efficienza energetica. Poi, dopo il sisma dell’Aquila e quello dell’Emilia, le strutture in legno hanno preso sempre più piede per le loro proprietà antisismiche. Oggi rappresentano una parte importante dei nostri fatturati. Nel 2012, in piena crisi, abbiamo registrato un record e anche quest’anno siamo sugli stessi livelli, o giù di lì. Quello delle case in legno è ancora un mercato di nicchia, ma, soprattutto tra i giovani e anche grazie ai blog, si sta diffondendo l’idea che le costruzioni a secco sono ecocompatibili ed ecosostenibili.  

In base a quali calcoli prevedete ulteriori incrementi?

La nuova normativa europea “20-20-20” stabilisce che le nuove costruzioni dovranno avere consumi energetici vicini a zero. Da questo punto di vista le costruzioni in legno hanno un grande vantaggio perché sono fatte con materiali innovativi che rispondono molto bene a questo tipo di richieste.

 

Non si registrano cali sul mercato interno per via della crisi?

Cali ci sono. Oggi per fortuna una buona quota del nostro lavoro riguarda il social housing, che non è la casa popolare come veniva intesa un tempo, ma la soluzione abitativa per il 70% circa degli italiani, che oggi ha classi energetiche molto alte, minimo B o A, e standard di sicurezza molto elevati per quanto riguarda il rischio sismico, la reazione al fuoco. E, a fine vita – si calcola che la durata media di un edificio si aggira attorno ai 70 anni – non presenta problemi di smaltimento per via del facile riutilizzo dei materiali.

 

Lavorate anche all’estero?

Sì, abbiamo una succursale in Spagna e una filiale in Centro America, dove stiamo costruendo dei resort. L’estero ci sta dando grandi soddisfazioni perché il made in Italy è ancora molto apprezzato. E noi nelle nostre costruzioni mettiamo sempre un tocco di bellezza che ci rende vincenti rispetto a concorrenti di altri paesi. E con l’export integriamo il mercato interno che in questo momento purtroppo manca.

 

Avete realizzato parecchi lavori per Ferrari, di cosa si tratta?

Per Ferrari Auto abbiamo fatto diverse cose; uno dei lavori più importanti è il ristorante interno la cui struttura è completamente in legno. Poi abbiamo costruito il Maranello Village che è un resort 4 stelle dove Ferrari ospita i lavoratori che vengono da fuori. Poi c’è il grande arco sopra l’ingresso del Mugello che sovrasta un grande casco, che ha archi curvi di 32-34 metri. Questa partnership che va avanti ormai da diversi anni per noi è motivo di orgoglio perché Ferrari pretende altissima qualità.  

 

Che prospettive di sviluppo avete?

Contiamo sul trend di crescita delle case in legno di cui parlavo. È significativo che anche una banca come Unicredit di recente ha dichiarato che è pronta a concedere mutui a chi acquista una casa in legno, equiparandola di fatto a una costruzione tradizionale in cemento. Significa che anche le banche stanno guardando avanti, al 2018-2020, a come dovranno essere le nuove abitazioni.

 

Di recente lei è stato nominato Presidente di Assolegno, su cosa intende puntare durante il suo mandato?

Per risponderle parto da lontano. Oggi dobbiamo fare un passo indietro e tornare nel bosco. Perché i nostri boschi non vengono utilizzati. Mentre ci sono paesi, come l’Austria, che riesce a ricavare il 4% del pil dal bosco, creando lavoro. Noi siamo il terzo paese d’Europa per dimensione di boschi e primi per l’import di legno da ardere: un assurdo. Abbiamo boschi tra i più grandi d’Europa e non riusciamo neanche a ricavare legna da ardere!

 

Cosa pensa di fare?

Dobbiamo modificare le politiche forestali; sarà questo uno dei temi principali di cui mi occuperò durante il mandato. Inoltre, seguendo le orme del Presidente Snaidero, punteremo sulla promozione del settore nel suo complesso e, soprattutto, sulla formazione. Dobbiamo costruire poli di formazione per i futuri ingegneri e architetti che si specializzeranno nelle costruzioni in legno.           

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